LASCIATE UN VOSTRO PENSIERO…

Mi è stata fatta una richiesta che io doverosamente accolgo ed approvo, non è in tema con Zero ma lo è sicuramente con la vita e con quello che lo stesso Renato ci trasmette tramite alcune sue canzoni. Purtroppo tutti voi avrete sentito di nuovi attentati che  stanno avvenendo in luoghi non così lontani da noi, quindi scrivo questo post in memoria dei tre militari che hanno perso la vita pochi giorni fa in Iraq, dei due alpini che sono rimasti uccisi proprio oggi da un ordigno nella capitale afghana e di tutti coloro che negli ultimi anni in missione di pace sono andati incontro alla morte. Sarebbe retorico da parte mia scrivere che spero di cuore che non avvengano più simili tragedie ma è quello che vorrei, anche se purtroppo so che in questo mondo quello di oggi non sarà l’ultimo brutto episodio. Questo è un post dedicato a coloro che vogliono lasciare un pensiero su queste tristi vicende e vi chiedo gentilmente di lasciare qui dentro commenti strettamente attinenti a questo tema per rispetto di queste persone e magari di evitare qualsiasi riferimento politico.

24 pensieri riguardo “LASCIATE UN VOSTRO PENSIERO…”

  1. Da politico quale sono , nel mio piccolo, devo dare atto a Debby delle sue parole e per questa nobile causa non faccio riferimenti politici… E’ doveroso ricordare i nostri “eroi” che ci stanno guardando da Lassù… e salutarli di cuore, ringraziarli con quell’amore, quella comprensione e quell’affetto che spesso noi uomini ci dimentichiamo di fare… che noi sottovalutiamo… tentiamo di non pensare a certe tragedie, perchè le tragedie, si sa, fanno male…. Ma sbagliamo!!!! Sbagliamo a non pensare che in questi posti c.d. a rischio attentato ci sono persone coraggiose che lottano per la salvezza di una patria e per portare amore, carità e pace!!!! e sbagliamo se pensiamo a queste persone solo il giorno della loro morte…. Non è cosi che si fa…. e certi personaggi politici devono dare esempio di correttezza e umanità in primis, invece assistiamo purtroppo e indecorosamente a teatrini vilenti che fanno veramente venire in mal di stomaco… Ma non faccio allusioni… non le voglio fare perche Debby giustamente ce lo ha chiesto… una cosa però la vorrei fare…. citare versi di una canzone di Renato… le sue note portano sempre melodie di pace, serenità, amore e speranza…. e solo con le sue parole possiamo urlare il nostro ORGOGLIO NAZIONALE piangendo i nostri cari “militari”….
    “La vita è un dono legato ad un respiro dovrebbe ringraziare chi si sente vivo ogni emozione che ancora ci sorprende l’amore sempre diverso che la ragione non comprende il bene che coplisce come il male persino quello che fa piu soffrire, è un dono che si deve accettare condividere e poi restituire!!”…
    Però vorrei segnalare a tutti voi una canzone di Loredana Bertè… per chi non la conosce “RAGAZZI ITALIANI”.. ascoltatela …. è molto bella.. e la dedico ai nostri grandi eroi….
    “Ma non l’avete visto ancora bene
    cosa vuol dire un bambino sputato
    dal centro di una guerra iu un cortile
    in un palazzo a cinque piani
    piu o meno senza sole
    cercare tra la neve le sue prime parole
    eh eh eh !
    e i ragazzi italiani
    già venivan su
    e i ragazzi italiani
    gia venivan su…..”
    Il testo è di Dalla e De Gregori e la musica di Ron… la consiglio a tutti!!!! Con affetto,

    Matteo

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  2. Carissimi frequentatori di questo blog,
    ciò che accaduto a Kabul e poi in Iraq in questi ultimi giorni ma anche in altri luoghi ed in altri tempi ci fa pensare e ci deve far pensare.
    Ognuno potrà esprimere la propria opinione, si sprecheranno fiumi di inchiostro per spiegare perché queste missioni sono giuste ed altrettanti se ne sprecheranno per spiegare il motivo per cui sono ingiuste.
    Per chi fai il loro (e mio) lavoro è un rischio che si mette in conto. E’ la prima cosa che capisci appena inizi ad indossare “le stellette”.
    Ma capisci anche che quelle cinque punte ti danno una marcia in più nell’affrontare quegli atti di generosità ed altruismo, nel mondo in generale, che spesso ci sono richiesti e che troppo spesso ci limitiamo a “dare” tramite un sms pubblicizzato in tv.
    Vivere in Italia pensando a chi hai là è qualcosa che chi non ha vissuto non può sapere cosa si prova… E non sono solo giorni, ma mesi quelli in cui sei messo alla prova
    Fortuna che ora grazie alle mail ed agli sms si riesce a rimanere un po’ più in contatto ma non sai mai cosa può accadere, benché si spera sempre che tutto vada per il meglio.
    Ma ogni volta che accendi la tv hai il timore di sentire notizie negative di cui i protagonisti siano persone a te care o comunque che conosci, con cui ci hai lavorato…
    Ammetto un po’ di coinvolgimento in questo argomento, anche perché l’estate scorsa una persona a cui tengo moltissimo è stato proprio in quella città salita alla ribalta oggi con un importante ruolo.
    E’ una città molto combattuta, fiorente una volta ed oggi martoriata dalla guerra, ove d’estate si toccano i 40° e d’inverno c’è neve a palate.
    Lì si affrontano i pericoli ogni giorno, nei sopralluoghi e nell’attività quotidiane. Si devono superare le condizioni climatiche un po’ ostili e si deve cercare di tenere alto il morale a chi telefona dall’Italia o scrive messaggi.
    E’ un incubo contare i giorni mancanti quando appena partono… e sembrano così tanti… Infine, entusiasmante pensare che ogni giorno che passa sarà sempre più vicino il ritorno a casa…
    In tutte queste missioni si porta in giro il nome del nostro Paese, che davvero di guerre non ne vuole sentir parlare e che pensa a costruire strade e scuole, ad allungare la mano a chi è in difficoltà e non merita di esserlo. Mentre qui in Italia ci si preoccupa della polvere che passa nel naso di qualche ricco industriale, là la polvere è quella delle strade senza asfaltatura, delle fogne a cielo aperto, delle scuole senza tetto.
    Lo sapete che a Kabul hanno fatto un concorso di disegno a premi per bambini in un villaggio vicino al Campo ove sono di base gli Italiani? L’hanno fatto a novembre, ed i bambini dovevano disegnare come “ci vedevano”… Beh hanno fatto dei disegni a dir poco stupendi… I bimbi di Kabul corrono vicini ai nostri mezzi blindati, abbracciano i nostri militari anche se indossano giubbotto antiproiettile ed armi a volontà. Dicono loro: “Ti abbraccio così non ti sparano”.
    Nel momento più delicato della vita di un Paese il Comando delle Forze Multinazionali è stato dato all’Italia, così come il Comando della Polizia Militare ed il Capo degli Ispettori internazionali sul buon andamento delle elezioni era l’italiana Bonino. Un perché ci sarà se il momento più delicato di un Paese è stato affidato all’Italia… Noi ci sappiamo fare, pensiamo a costruire strade, scuole, ponti… Vogliamo bene a tutti i popoli che incontriamo ed ai loro bambini
    Il sorriso di un bimbo che dice “grazie per i vostri sorrisi” mentre in quel Paese, il Paese degli aquiloni, (eh sì,l’Afghanistan è conosciuto come il “Paese degli aquiloni”, il cui sventolare nei cieli è considerato uno sport e forse un’arte quando si riesce ad innalzarli più in alto possibile.) proprio quei bimbi ne hanno fatto volare in alto uno tricolore al termine di quel concorso… Con un sorriso… Ancor più grande di quello che gli è stato fatto da noi.
    Ecco, il sorriso di un bimbo di Kabul: sarebbe stato il miglior regalo da portarsi nel cuore ritornando in Italia.
    A tutti coloro che lavorano in sordina indossando le stellette, mai ricordati da nessuno, per proteggerci e per far sorridere i bimbi: GRAZIE.
    Di cuore.
    Ed un abbraccio immenso a chi soffre in questo momento.
    E grazie a Debby per aver accolto il mio invito.
    Un abbraccio commosso a tutti.

    (e perdonate la lunghezza)

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  3. Cari sorcini,
    eccomi qua a scrivere un mio pensiero riguardo a questo argomento delicato e doloroso ma purtroppo fa parte della realtà che viviamo ed è doveroso parlarne…
    Ogni volta che vedo in televisione le immagini delle bare dei nostri militari avvolte nel tricolore, mi si stringe il cuore e mi si riempiono gli occhi di lacrime: i familiari, prima della partenza avevano salutato il proprio caro con il cuore in ansia e con la speranza che presto sarebbe tornato a casa e invece ora sono lì, all’aeroporto, ad aspettare il rientro del loro “eroe”…avrebbero voluto un ritorno diverso, pieno di gioia, un’accoglienza scandita da una musica allegra e invece ad accogliere il ritorno di questi militari ci sono solo le note del “SILENZIO” ed il dolore negli occhi dei loro parenti che cercano di soffocare la propria sofferenza mostrando una certa compostezza:ma quanta disperazione dietro quegli occhi!!!
    Vedendo tutto ciò mi rendo conto di quanto sia fortunata: questi militari sono miei coetanei,sono ragazzi con la gioia di vivere e di servire il proprio Paese, sono padri di famiglia e, a volte, lo sono diventati da pochi mesi. Purtroppo queste storie si ripetono…cambiano i nomi, cambiano i visi, le città d’ origine ma qualcosa non cambia mai: il DOLORE delle loro famiglie e l’AMMIRAZIONE di tutta la nazione.
    Lassù ora ci sono tanti ANGELI che ci guardano ma soprattutto osservano dall’alto le loro famiglie, i loro figli, sperando che il loro sacrificio sia servito per donargli un futuro migliore…
    Un pensiero a tutti i caduti di Nassirya, a tutti i militari caduti in Afghanistan, a tutti i caduti, militari e civili che pagano con il loro sangue la stupidità e l’ignoranza dell’essere umano.

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  4. Quando sento queste notizie la prima cosa che mi viene in mente è “Immi Ruah”.
    Sono delle morti ingiuste.Sia in un fronte che nell’altro.
    Accidenti!Siamo tutti uguali, perchè dobbiamo ucciderci a vicenda e tentare di imporre le mie idee con la violenza?
    E questo vale sia da un lato che dall’altro.Perchè le armi devono sempre essere più importanti del dialogo???
    Perchè la violenza deve farla da padrone???PERCHE’???

    “E qualunque sentimento vivrai
    In qualunque deserto sognerai di bere
    Sempre più ti convincerai
    Che nel profondo poi non sei distante da me

    Sempre più mi convincerò
    Che quel che cerco non ha mai bandiere “

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  5. Che strana la vita…qualche giorno fa ho scritto qui il mio pensiero e oggi,senza neanche saperlo, sono arrivata all’università proprio nel momento in cui i feretri dei due alpini uscivano dalla camera mortuaria per essere portati al Celio…oltre ai carabinieri e gli alpini c’era un pò di gente che aspettava,ho aspettato anch’io:quando sono usciti c’è stato un applauso,un applauso pieno di tristezza in cui era racchiusa tutta l’ammirazione per questi ragazzi…è così la vita: senza neanche saperlo ho visto quelle immagini che tanto mi emozionavano per televisione dal vivo,inutile dire che non avrei mai voluto che succedesse ma almeno ho potuto”salutarli” anch’io…
    Un bacio a tutti

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  6. Mi hai commosso tu, Ilaria per il tuo post… e mi ha commosso il servizio sul tg 1….. ho pianto di gioia e di dolore…. W l’esercito italiano e w i sempre umili alpini!

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  7. e invece di tutti i giovani che perdono la vita ogni giorno, magari per un incidente sul lavoro, che pero’ non finiranno mai sun nessun TG, che vogliamo dire?

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  8. Noto con piacere che in occasione della morte dei due ragazzi a Kabul gli esponenti politici si sono fatti vedere molto poco.
    Così come, e questo invece me ne dispiace, la gente comune.
    Quasi ci trovassimo di fronte ad una sorta di “assuefazione”.
    Morire pochi giorni dopo tre militari in iraq non va bene, troppo vicino, troppo dolore in una settimana. Fosse stato qualche mese dopo allora sì, avremmo assistito ad un altro lungo corteo ma dopo pochi giorni non va bene, si chiede troppo alla gente ed ai politici. Per questi ultimi poi, impegnati come sono nei giochi di potere legati al Quirinale, la Santa Messa per i funerali di questa mattina è solo un intoppo tra il cappuccino ed i mormorii di potere nel Transatlantico.
    Ma sapete che vi dico? Meglio così, tanto durante i mesi di “attesa” qui in Italia mai nessuno si fa vedere e sentire per chiederti “Come va?” e tutti si fan vedere solo in questi momenti, quasi che l’anormalità fosse “morire a Kabul o Nassirya” piuttosto che “andare a Kabul o Nassirya”.
    Meglio così, meglio essere soli con il proprio dolore che essere consolati da persone, specialmente politici, che cinque minuti dopo non sanno più come ti chiami e perché sono venuti da te a consolarti.
    L’unico a cui riconosco affetto è il Presidente Ciampi, lui sì che ha accolto tutti come un “nonno” che va a prendere il nipotino a scuola, con quella capacità di rassicurare e consolare, insieme a Sua moglie, chi davvero è triste e perso.

    Tutto ciò che ho scritto è sentimento condiviso da tutti i giornali, i tre maggiori quotidiani scrivono quasi esattamente le stesse cose.

    Grazie ancora a chi comunque su questo sito ha voluto “fermarsi” un attimo per un pensiero.

    Un abbraccio a tutti.

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  9. si simonetta hai ragione anche tu…. per non parlare dei malati di aids e quelli che muoino per la droga…. tutte mortew ingiuste… ma spesso pero, a differenza, dei nostri militari, volutamente cercate….. insommaa rischio….. pero preghiamo anceh per loro ok? buona serata…

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  10. Matteo… i militari morti putroppo in queste tragedie avevano cmq messo in conto il rischio… ed eramo pagati PROFUMATAMENTE per questo…

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  11. Cara Simonetta,
    premesso che rabbrividisco oltre che a schifarmi vedendo a dove arriva la mente umana, per ciò che scrivi, mi permetto di rammentarti che il tuo “profumatamente” scritto pure a caratteri cubitali non corrisponde alla realtà. Sei gentilmente pregata di informarti sulle cose che scrivi, ma per ciò che hai scritto è utopico che tu lo faccia.
    Grazie

    P.S.: DEBBY VISTO CHE I POST tu LI MODERI, POTEVI EVITARE DI INSERIRE QUEL PROFUMATAMENTE.

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  12. Mi dispiace Robbi che tu mi abbia ripreso, è vero io modero il blog ma non posso censurare anche i pensieri delle persone, finchè esprimete i vostri commenti in maniera educata io mi limito a pubblicarli poi se quella singola parola l’hai ritenuta offensiva a me dispiace e ne capisco i motivi ma cercate anche di capire me ogni tanto. L’argomento è delicato cercate di esserlo anche voi tutti, grazie.

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  13. Attenzione, credo che il problema non sia ritenere “offensiva” o “non offensiva” una dichiarazione, significa permettere ad una persona di poter affermare che “solo per il fatto che siano pagati profumatamente (cosa peraltro da verificare e lasciatelo dire a me che in questo campo ci lavoro, grazie) e che lavorino in posti rischiosi, sia comunque messa in conto la morte e che quindi “non romapno più di tanto le balle ‘sti militari che vanno in giro a far missioni”. Il senso era quello e sfido chiunque a dire il contrario. Preciso un’altra cosa: TUTTI e dico TUTTI i militari in Afghanistan NON sono volontari bensì comandati a partire (cosa ben diversa che andare per guadagnar soldi), così come in Iraq. Intesi?
    Un’ultima cosa, aspetto la Sig.ra o Sig.na SImonetta quando avrà penato per mesi ad aspettare un suo caro che torni da quei teatri operativi, con la consapevolezza che ogni secondo dei quindici milioni cinquecentocinquantaduemila secondi che passano sono buoni affinchè si muoia. Con l’augurio che da quei teatri operativi ci torni vivo.

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  14. In ogni DEMOCRAZIA COMPIUTA E LIBERALE E RIFORMISTA che si rispetti le idee altrui vanno sempre tollerate e rispettate…. no alla censura!!! Per questo condivido il comportamento di debby…. un saluto e a presto.

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  15. Da buon politico che si rispetti matteo ha scritto la classica frase demagocica. Grazie a tutti. E’ stato un piacere conoscervi. Le chiavi per tagliare l’erba ve le lascio nella cassetta delle lettere. Arrivederci a tutti. o meglio, addio.

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  16. Ah, dimenticavo una cosa: quando il muratore cade da un ponteggio, l’autista di bus muore in un incidente, il postino in moto muore consegnando la posta, il panettiere muore ustionandosi una mano nel forno… Sono lavori rischiosi e quindi bisogna mettere in conto la morte giusto? Anche perchè sono pagati profumatamente… COntando che potrebbero anche non ricever soldi per il lavoro che fanno… (mi sono adeguato al vostro spirito…).

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  17. Mi dispiace che un post scritto da Debby per unire le persone sia finito per dividerle…non ho mai scritto a robbi però mi dispiace se non farà più parte del blog…Un bacio a tutti!

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  18. ROBBI, non mi conosci ma mi giudichi.Grande errore…
    credo di sapere cosa sia la sofferenza, non ho bisogno di sentirmi giudicata da te.
    Impara a leggere oltre le righe..
    non aggiungo altro.

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  19. Demagogico io??? a me??? ma robbi ma sei uscito pazzo…. credo che tu debba rileggere il post di simonetta perche credo abbia frainteso il senso del suo intervento…. e tu ci classifichi e ci bolli come se dessimo tutti ragione a lei… ma non abbiamo assolutamente detto questo, almeno io!!! ho solo detto che bisogna avere ripsetto delle idee degli altri pur non condividendole!!! A presto, spero… altrimenti mi mancherai…. un abbraccio.

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  20. vi manchera’ tanto una persona che mi ha augurato delle sofferenze? rileggete bene le sue e mail rivolte a me…
    Grazie

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