ALMENO UNA PAROLA

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Questa settimana ritorniamo al Presente commentando “Almeno una parola”

Questo brano è molto bello e significativo ha un testo importante come tutti quelli di “Presente” personalmente lo trovo bello sia per la musica che per le parole.

Una canzone che parla della violenza nel mondo, dell’uomo che sta rovinando l’umanità con le proprie mani punendo non solo gli altri ma anche se stesso.

Le guerre non finiscono mai e se ne finisce una subito dopo ne comincia un’altra, siamo costantemente bombardati dalla cronaca nera gli omicidi sono all’ordine del giorno, le violenze sono in costante crescita…

A volte penso che bisogna ritenersi fortunati se la sera si rientra a casa perché i pericoli sono veramente ovunque e mi riferisco in particolare ai pericoli generati dall’uomo stesso, non ci si può fidare più di nessuno, se giri per strada devi anche fare attenzione ad aiutare una persona in difficoltà perché non si sa mai cosa può nascondersi dietro, insomma se ne sentono di tutti i colori!

“Se accendi il mondo e osservi bene
Ci sono poche ali e troppe catene”

Bellissima espressione “se accendi il mondo” eh già se puntiamo i riflettori sul mondo ci accorgiamo subito di quanta poca libertà ci sia e la parola libertà la uso a 360 gradi.

“La crudeltà non arricchisce nessuno
Eppure ostenta si fa cercare
È davvero così facile morire”

Un mondo crudele dove è veramente facile morire ecco mi ha sempre colpito quel “E’ davvero così facile morire” perché la vita è un attimo e in una frazione di secondo può essere spezzata da chiunque, c’è chi si è trovato nel luogo sbagliato al momento sbagliato ed è stato vittima inconsapevole di una sparatoria, chi è stato falciato da una macchina guidata da un ubriaco, chi è stato ucciso per una rapina…si è veramente un attimo il passaggio dalla vita alla morte.

“Perché perché nei tuoi occhi quella luce non c’è
Perché perché non la senti anche tu questa voglia di amare mentre nutri la tua follia”

Renato si rivolge chiaramente ad un assassino e gli chiede perché non sente quella voglia di amare che dovrebbe far parte dell’essere umano e che invece troppo spesso è sopraffatta da un’assurda follia omicida.

Già come dice lui uomini o belve chissà bella umanità…quante volte mi sono chiesta se il mondo sta impazzendo, le violenze sui bambini, sulle donne, madri che uccidono i propri figli, padri che li violentano insomma veramente c’è da chiedersi se siano uomini o belve!

“Scendo all’inferno con te
Voglio capire se c’è possibilità che un angelo guarirà”Questo è un altro passaggio che mi colpisce moltissimo, scendere ai livelli di quelle persone mettersi nei loro panni e vedere se effettivamente c’è la possibilità di guarigione, Renato usa il termine “angelo” come quasi avesse la convinzione che quell’angelo in fondo è presente in ogni uomo.“Noi forse stanchi di questo niente
Di mille chiese e un cielo sempre più assente
E questa rabbia che non consola
Almeno una parola”
Molto significativo questo passaggio religioso, stanchi di mille chiese che in fondo servono a poco o a niente, ed un cielo sempre più assente un Dio che sembra non esserci, ci si chiede dove sia Dio quando avvengono certe tragedie ma c’è anche da chiedersi dov’è quella fede che di questi tempi manca a troppe persone.Renato chiede di restare presenti a se stessi in modo che quella lama esiti ancora e non colpisca anche uno sguardo innocente probabilmente quello di un bambino indifeso, e aggiunge quel “non punirmi non ho armi” quelle persone colpiscono chi è disarmato, chi non può difendersi, segno di grande vigliaccheria, troppo facile aggredire un indifeso, ma sottolinea che ognuno di noi conosce i propri peccati e quindi c’è ancora spazio per il perdono.Ecco il perdono…quando avvengono crudeli omicidi spesso si chiede ai parenti della vittima se perdonerebbero l’assassino, devo dire che molte volte mi sono messa al posto loro e credo sinceramente che io non avrei mai la forza di perdonare chi ha ucciso un mio caro anzi spesso ho pensato proprio che gli farei fare la stessa fine, sarà peccato ma io la penso così.“Madre
tuo figlio sta tornando
Lui è finalmente un angelo
Ora puoi perdonarlo”

Molto suggestivo questo finale sia per il bellissimo tono di voce con cui Renato lo interpreta e sia per le parole toccanti.

Quelle madri che soffrono tanto perché si ritrovano dei figli assassini spesso incredule, ovviamente uno cresce un figlio nel migliore dei modi ma il risultato purtroppo non è mai assicurato, i figli si possono seguire fino ad un certo punto perché quando spiccano il volo poi se frequentano compagnie sbagliate o diventano vittime dei loro stessi problemi un genitore purtroppo non ha più potere su di loro.

C’è anche da ricordare che spesse volte queste madri sono vittime dei loro stessi figli.

Ma in questo finale si intravede uno spiraglio di luce, un figlio che ritorna a casa dopo aver scontato le sue colpe ed è guarito finalmente è un angelo!

La speranza che si può sempre rimediare ai propri errori anche se sinceramente mi chiedo sempre come si può continuare a vivere sapendo di aver tolto la vita a qualcun altro…

Sei una stella se non brilli non ci sei!