L’IMPOSSIBILE VIVERE

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Amore dopo Amore è stato il disco più venduto in Italia nel 1998, ben oltre un milione e duecentomila copie vendute, L’Impossibile vivere è contenuta in quel disco.

Un messaggio di vita e di speranza, credo che la cosa più bella di Renato è proprio quella di trasmetterci sempre la positività della vita, ci invita sempre a vivere!

Il titolo è particolare perché a volte sembra proprio impossibile vivere considerando tutti gli ostacoli che si incontrano nel cammino della vita.

Una canzone che non mi è mai piaciuta molto fin dal primo ascolto ma che ho sempre apprezzato per il suo significato, un brano che parla dell’esistenza, della positività di essere al mondo, un messaggio di ottimismo sembra quasi il continuo di “Vivo” anche se non sono affatto paragonabili in quanto a bellezza ma hanno un messaggio in comune:

Vivere nonostante tutto…

“Da un balcone improbabile vedo gli alberi crescere e mi sembra che anche dentro me tutto sia migliore di com’è”

Una sensazione che ho provato spesso guardando la natura durante periodi in cui mi sentivo particolarmente giù, ammirare il verde, guardare il sole mi faceva sentire meglio dentro, avvertivo una sensazione di serenità e mi ritenevo fortunata di essere al mondo.

“Non lasciarti convincere che vinca sempre il più abile, la stupidità divora facce e nomi senza storia”

In questo passaggio ritrovo gran parte dei miei pensieri ed è sicuramente il mio preferito.

L’impossibile vivere è proprio un invito a vivere la vita anche quando ci risulta impossibile, con tutti i suoi pro e i suoi contro Renato ci sprona a lasciarci andare senza esitazione a vivere intensamente con la gioia di esistere.

“Lasciare il cuore andare ed impazzire vivere finalmente intensamente, vivere ogni brivido dentro te:

Vivere ogni emozione ogni momento della nostra vita, non rimandare a domani ciò che potremmo fare oggi e allora viviamola questa vita con tutti i suoi problemi che poi alla fine è anche molto breve, gli anni trascorrono velocemente e non c’è un attimo da sprecare.

Vivere un rimedio alla paura….viva tutti coloro che nonostante le malattie e gli impedimenti di tipo fisico hanno molta più forza degli altri e tanta voglia di vivere…a volte ci si lamenta per nulla mentre c’è chi sta molto peggio di noi e non si lamenta mai.

Vorrei che ognuno di voi commentasse a proprio piacimento questo brano, spiegando se possibile quali sensazioni vi trasmette ascoltandolo.

 

“Vivere chi può farlo meglio di te…una promessa che hai fatto a me”

 

 

ZEROSTORY

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La scorsa settimana mentre controllavo alcune cose del Blog mi è capitato di rileggere un vecchio commento dello Zeroc. molto carino che mi ha dato lo spunto per il Post di questa settimana.
Il commento era firmato “Zerostory” in pratica Lo Zeroc. aveva inventato una simpatica storiella usando i titoli delle canzoni e dei dischi di Renato Zero, così ho pensato di riproporvelo in modo che possiate anche capire come svolgere il Post, infatti dovrete fare anche voi la stessa cosa ossia raccontare le vostre Zerostory usando i titoli dei brani di Renato, dovrete scrivere due Zerostory, una di fantasia come ad esempio quella dello Zeroc. ed una inerente alla vostra vita e quindi VERA.

Questa settimana sarà così un po’più leggera ed allegra e metterà anche alla prova la vostra Zerofantasia!

Ed ecco la fantastica Zerostory dello Zeroc. magari rileggetevela con calma a casa sia per capire meglio come elaborare le vostre Zerostory e sia perchè ne vale veramente la pena è molto divertente, geniale come sempre!

Molto tempo fa, non ricordo oggi quanti anni avessi, avevo su uno scaffale polveroso tanti dischi. Un giorno mia madre presa dai soliti raptus casalinghi decise che spolverando qua e la qualcosa andava buttato: iniziò dai dischi, al primo che prese io esultai arrabbiato:
NO! MAMMA NO! Non farlo!!! E seppure lo facessi sappi che Renato è ormai NELL’ARCHIVIO DELLA MIA COSCIENZA! Lei: sei sempre il solito, non cambi mai tu e queste tue INVENZIONI. Allora mi voltai verso il suo losco complice che era in camera con noi e implorai: TU CHE SEI MIO FRATELLO parlace tu, ma è matta me vuole buttà via Renato!!! Ah ma chi è quel tipo dei Trapezi? Veramente era un TRIANGOLO fratello e tu mamma SCEGLI ADESSO OPPURE MAI!

O Renato resta o vado a vivere la mia Zerofobia altrove piuttosto che MORIRE QUI!

Si si, ribattè lei, vai pure nella tua Zerolandia, siamo abituati oramai ai tuoi SOGNI DI LATTA.

Ma certo ovunque dove un giorno potrò dire anch’io Erozero!!! D’altronde il mio sangue è RH NEGATIVO e nella tua RETE D’ORO io non ci starò ma tu scrivimi pure che ti lascio il FERMO POSTA, io ARRENDERMI MAI, dovresti saperlo.

E basta, esordì il losco fratello, dateci una Tregua voi due. Non sparare cavolate, fratello, gli feci, è GRAZIE A TE se stamo in questa situazione, anzi ma perché non te ne vai proprio tu a casa di quella SANTA GIOVANNA della tua ragazza? PER TE? Rispose lui. Non lo farei mai! Icaro, gli feci, orami tu sei UN UOMODA BRUCIARE.

Ma sì, IL JOLLY se ne va, in Artide o Antartide, che importa, gridando Renato ED IO TI SEGUIRO‘!!!!

Proprio in quell’istante squillò il mio telefono, era Debby che mi fece: Tesorino dai RESISTI, ho trovato un miniappartamento per noi due in Via Tagliamento.

E vai CHE BELLA LIBERTA‘, esultai. ANCORA FUOCO tra di noi tesoro mio?

Ma direi che è Calore, mi rispose lei. Ho una FANTASIA propose lei, ho VOGLIA DI NAVIGARE e approdare sulle SPIAGGE. Ma allora sto Calore te piace tutto gli feci io? Perché a te no, mi ribattè lei e vissero GIORNI stupendi; è proprio vero che Leoni si Nasce. Ma IO QUI su quest’isola iniziai a smarrirmi di solitudine, volevo a tutti costi fermarmi in un Identikit e le cantavo IO UGUALE IO, ma lei era ignara, non mi capiva.

Ti rendi conto le feci io che qui sperduti ormai siamo solo dei FANTASMI? Soggetti Smarriti per questo OSTINATO AMORE senza nemmeno i FIORI D‘ARANCIO!

Ma che PROBLEMI hai? La solita Debby. Ah ah ah. Noi qui stiamo SEMINANDO qualcosa. Macché le feci, io qui mi sento Zero! VAGABONDO CUORE! Noi siamo ARTISTI e io voglio ritornare, ma con te, INFERNALE DILEMMA.

Ha parlato il TALENTO, fece lei, provocandomi, tu sei un SOSIA un VOYEUR, ma non fai mai SCIOPERO? Sai stai attenta che talvolta ACCADE che potresti MORIRE QUI su queste SPIAGGE, e non è per dire, anzi te lo Prometeo (nun se pò cambià facciamo finta che sia equivalente a prometto).

Bella questa e tu saresti IL TORO di cui si parlava tanto.

Ti chiameranno L’ASSASSINO dopo lo sai, fece lei sempre più incavolata, la tua è PSICOMANIA. Ma io voglio ritornare alla mia CIVILTA‘, e se mi mancherai ti cercherò AL MERCATO DELL‘USATO, le risposi, sgarbato.

Tentando di convincermi: Amore ma noi qui siamo nell’EDEN.

MENEFOTTO dissi urlando, ah ah ah, guarda piuttosto che restare mi faccio un PASSAPORTO PER FONOPOLI che non so nemmeno dove sia. Va bene allora vai via. AVE MARIA, esclamai io vittorioso e sadico.

Insistendo lei: ma dimmi Quando non sei più di nessuno cosa te ne fai della tua arte?

Tesoro, risposi, QUANDO FINISCE IL MALE ci si libera e si va OLTRE OGNI LIMITE.

Lei ironica; ecco L’imperfetto solito, ma io sento già ARIA DI PENTIMENTI.

Ed io più sadico: ma pensa io già sento VENTO DI RICORDI… ah ah ah. E sappi che sulle Tue tracce non mi ci metterò, FINE FAVOLA.

Ma come, lei piangente, tu non puoi gettare via così I MIGLIORI ANNI DELLA NOSTRA VITA. Le origini del nostro amore non le puoi infrangere così, SCEGLI ADESSO OPPURE MAI…

Ma io: i tuoi sono solo SOGNI NEL BUIO.

Lei: Sei solo un Zero70 perché mi lasci sempre IN MEZZO AI GUAI!

Io: Amore dopo amore, tu CERCAMI, magari saremo PERICOLOSAMENTE AMICI, noi, perché al momento sei solo una EROTICA APPARENZA e ora LA PACE SIA CON TE.

Lei prese un sasso e me o scagliò in testa. Ohi… L’ITALIANA Debby non si smentisce mai e così Tour dopo tour, sasso dopo sasso, feci APPENA IN TEMPO a prendere quel volo di ritorno. Ritornai alla mia arte e a I miei numeri. AMANDO AMANDO come un FIGARO con IL CORAGGIO DELLE IDEE come IL MERCANTE DI STELLE.

Presi a raccolta nel mio CIRCO Tutti gli Zeri del mondo e la notte dormivamo in VIA DEI MARTIRI. Ma con Debby avevo ancora IL PELO SUL CUORE ah ah ah. Una di quelle STORIE DA DIMENTICARE…

Lei, ah quanti bei ricordi, ma ho seguito La curva dell’angelo o diavolo? Chi lo sa… LIBERA, questa fu LA MEDICINA.

Improvvisamente una sera sotto il tendone del Circo tra le luci apparve LEI.

Tutti gridavano, Cattura…La Cattura…La. E Lei dagli spalti, tesorinooooo, sono tornata dall’isola, PRENDIMI, catturami A BRACCIA APERTE. Lei sperava chissà… MAGARI… e io da lontano… Amore ormai sei FUORI TEMPO. Noi non siamo noi, ma MANICHINI, Figli del Sogno, coi nostri VIZI E DESIDERI, quella era UNA VITA FA, ora STAI BENE LI, ormai FAI DA TE, io VIVO D‘ARIA E DI MUSICA, ormai MI CHIAMO ARIA.

Ma non ti abbattere, LA VITA E‘ UN DONO.

 
 

 

UN UOMO DA BRUCIARE

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“Per attimi rimango sospeso nel vuoto, giuro qualche volta mi sento perduto. Io mi fido solo del mio strano istinto, non mi ha mai tradito. Non mi sento vinto.

Volo sul Trapezio rischiando ogni giorno, eroe per un minuto, poi bestia ritorno…poi ancora sul trapezio a inventare un amore, magari è solo un’ invenzione per non lasciarsi morire ”

Bellissime parole che rivelano il senso di questo lavoro e della vita di Renato.

Era il 1976 quando Renato Zero pubblica un disco molto bello “Trapezio” e dal quale questa settimana estrapoliamo la bellissima “Un uomo da bruciare”

Un uomo da bruciare è una storia qualunque che rispecchia la società dell’epoca ma incredibilmente attuale, infatti il tema del brano verte su convenzioni sociali che imprigionano la libertà dell’uomo nel lavoro, tutti oramai siamo schiavi del lavoro, un occupazione può portare benessere, una sicurezza economica ma non è determinante ai fini della felicità.

Renato si rivolge ad un umile garzone, ma è un messaggio che potrebbe essere destinato a chiunque, a qualsiasi lavoratore.

“Scappa fuggi e salva qualche cosa in te…e non lasciarli fare non diventare un uomo da bruciare”

Questo è il grido di supplica di Renato, si con un buon lavoro si può acquistare un auto nuova, si può aspirare ad una bella donna guadagnandosi il rispetto della mamma venale, una casa da comprare insomma un futuro da invidiare ma Renato avverte che il prezzo da pagare sarà molto alto!

“L’aria, l’aria che respiravi poco tempo fa ha ancora il suo profumo di cose vere, di cose pure di libertà”

La libertà che è un bene prezioso il quale si annulla nel momento in cui ci si dedica completamente alla carriera perché si diventa prigionieri del proprio lavoro.

Il lavoro è una necessità ma non sempre una soddisfazione, sono poche le persone che si ritengono appagate dal proprio mestiere, ma chi svolge un attività appagante deve fare poi i conti con il tempo, con la libertà individuale che inevitabilmente viene a mancare.

Nel brano viene raccontato questo cambio di vita che il garzone si appresta a fare, ma Zero mette in risalto particolarmente un agiatezza conquistata per poter dare una sicurezza alla donna che a sua volta lo premierà offrendosi con slancio quindi ne viene fuori una figura della donna che fortunatamente ad oggi è sorpassata perché le donne hanno conquistato la propria indipendenza economica proprio grazie al lavoro, anche se non possiamo omettere il fatto che esistono ancora quelle figure femminili che cercano il cosiddetto “buon partito” al quale si offrono poi con slancio…basti pensare a quante giovani belle ragazze stanno con uomini molto più anziani di loro ma rigorosamente ricchi, potenti, benestanti….avete mai visto una bella ragazza perdutamente innamorata di un pensionato?

Chissà perchè dei pensionati non si innamorano mai…

Comunque Renato nel brano invita il ragazzo a lasciare quella vita dietro al banco, a fuggire via, a salvarsi a non lasciare che la società lo faccia diventare un uomo da bruciare, la definizione da bruciare è di per se molto forte e rende bene l’idea dello Zeropensiero su questo argomento.

Ancora una volta noto da parte di Renato una visione della donna piuttosto denigrante e dell’uomo martire, un po’ come in altri brani: La vittima e il suo carnefice.

Insomma la canzone è del 1976 eppure è straordinariamente ancora di attualità e da spunto a molte riflessioni.

Vi consiglio di guardarvi il video live di annata che ho postato…un grandissimo Zero!

 

UNA MAGIA

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Quante volte avremmo voluto avere un’altra possibilità… quante volte ci sarebbe piaciuto realizzare qualcosa di impossibile… quante volte abbiamo avuto desideri irrealizzabili…quante volte abbiamo detto: ci vorrebbe una magia!

Quanto è carina questa canzone che nella sua semplicità è unica!

Non è una canzone banale come potrebbe sembrare a primo impatto perché ha un significato molto più profondo che riguarda l’esistenza dell’uomo, provate a ragionare su ogni singola frase e ve ne accorgerete!

Ogni passaggio è un pezzo di realtà quotidiana, dare una valida ragione ad una porta che sbatte, un treno veloce a chi non è mai partito…e poi chissà quanta gente avrà desiderato di poter avere una seconda volta per una storia finita!

Ci sono tante persone che si sentono onnipotenti e Renato vorrebbe dare una coscienza a coloro che si sentono un padreterno, penso che lo vorremmo tutti!

Ma uno dei miei passaggi preferiti è un boomerang a chi ci rende la vita un inferno, sono tante le volte che ho sentito dire speriamo che il male che fa gli torni indietro!

Una magia rimescolare i ruoli e le vite…. sarebbe bello se chi è più capace potesse ricoprire un ruolo di un altro, altrettanto bello sarebbe rimescolare le vite e magari far si che anche chi è stato meno fortunato possa ad esempio conoscere una vita più agiata e viceversa.

“Felici solo in apparenza in realtà noi non crediamo più che questa tua malinconia si risolva con una magia”

Ma cosa intende Renato per magia?

Sicuramente che ci vorrebbe una magia per cambiare alcune cose che in realtà non è possibile nemmeno modificare, una magia sugli uomini, sulle cose, nei vicoli, nelle case per far si che tutto possa essere positivo quindi donare a tutti la felicità!

Una lampadina per ogni idea che si smorza!!

La magia è anche quell’energia speciale che può essere in ognuno di noi e che rende alcune persone uniche, infatti spesso la magia la si può trovare in un luogo, in una persona o in un momento che si rivela magico!

Già di per se la parola magia indica qualcosa di straordinariamente bello e devo dire che è un termine che mi piace proprio tanto!

Lo stesso Renato crea un atmosfera magica durante i suoi concerti ed è proprio lui tramite questa canzone a dire che ha un gran rispetto per la magia pur consapevole che potrebbe risultare un idiozia agli occhi degli altri.

Ricordo che da bambina sognavo di essere magica, guardavo i cartoni animati che parlavano di magia, impazzivo già alla visione di bacchette magiche dalle quali fuoriuscivano stelline che cambiavano le cose, i luoghi, le persone…ne ero incantata!

 

 

La parte finale della canzone è la mia preferita:

“Quanta magia nella tua testa.
Tienila in tasca che non si sa mai…
A quegli amori sfortunati, più magia che puoi!
Una magia che spero torni ancora dentro noi.
Che dia più grinta e più calore alla magia che sei
Una magia? E sia!”

Che bel pensiero quello di regalare un po’ di fortuna agli amori sfortunati e ce ne sono davvero tanti!
Una canzone positiva che tramite una magia vorrebbe dare positività felicità a tutto il mondo, certo ci vorrebbe proprio una bacchetta magica…

A proposito avendo a disposizione una bacchetta magica quale magia vorreste fare?