IERI E OGGI

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Mi piace molto ripercorrere le metamorfosi di Renato attraverso le sue interviste e per questa settimana ne ho scelta una di annata condotta da Mino Damato che mi è sempre piaciuta particolarmente sia per la simpatia che sprigiona Renato che per i contenuti dell’intervista stessa.

C’era un Italia che stava cambiando e con essa anche Renato, e ascoltando quelle parole mi rendo conto che le cose non sono mutate poi molto anzi forse sono peggiorate perché sono diversi i tempi e i mezzi ma il risultato è sempre lo stesso.

Renato accenna alla Tv, al contatto che si andava perdendo con l’essere umano e con la natura, un tempo era la Tv a dividere le famiglie ad impedire il dialogo dopo una giornata di lavoro, oggi sembra essere non solo la Televisione ma anche il Web, addirittura internet supera di gran lunga la televisione, le statistiche dicono che la sera milioni di persone si rifugiano nelle chat, in facebook o comunque nella navigazione web piuttosto che trascorrere del tempo a dialogare con la propria moglie, con i propri figli, per non parlare poi dei ragazzi che tra playstation ed internet si chiudono completamente in loro stessi.

Se da una parte la tecnologia ha velocizzato e avvantaggiato i contatti con gli altri, dall’altra ha reso i rapporti molto più freddi e ha tolto il gusto di un incontro, di una stretta di mano…di una lettera profumata.

Molto interessante quando Renato rapporta alla Tv la vita, ossia il fatto di stare li a guardare fiction, film o altro ancora occupa tanto di quel tempo che invece potrebbe essere utilizzato per vivere veramente e dice ciò che spesso anche io ho scritto sul Blog infatti ci invita a diventare protagonisti della nostra vita e non spettatori!

Il destino è una splendida donna travestita da uomo, metafora fantastica per definire il destino, lui si domanda chi l’ha detto che il destino è uomo?

Inoltre aggiunge che le donne rispetto all’uomo sono avanti….devo dire che questa è una frase molto ricorrente, voi cosa ne pensate?

A mio parere è uno stereotipo, mi sembra un concetto che tende troppo a generalizzare ed io non ho mai amato generalizzare, penso piuttosto che ogni individuo è a se e quindi ci sono donne che sicuramente sono molto più avanti degli uomini, così come ci sono uomini che sono più avanti delle donne.

Si accenna al fatto che la gente in quegli anni non si stupiva più di niente figuriamoci oggi!

Non esiste più la provocazione, si sono superati tutti i limiti, oggi sembra che non faccia più scandalo nulla, secondo me oramai è la normalità a stupire!

Bellissima la domanda che Mino Damato gli fece circa il fatto che un tempo Renato Zero era molto più personaggio che persona.

L’Intervista comunque contiene anche altri punti importanti che non ho citato ma che commenteremo insieme nel corso della settimana.