ZEROINTERVISTE

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Come promesso cominceremo un percorso a ritroso nella vita e nei pensieri di Renato perché soltanto comprendendo il suo pensiero e la sua storia si può capire il senso delle sue canzoni che per gran parte sono autobiografiche.

In questi due video si può osservare il Renato che conosco io, quello più genuino e disponibile che ama stare fra la sua gente, passeggiare nella sua Roma e che risponde a domande molto interessanti, fantastico tra l’altro lo stornello che canta insieme a tutte le signore romane di sette generazioni a Campo de Fiori, quello da solo vale tutta l’intervista!

Renato la strada l’ha sempre vissuta e questa è stata la sua forza!

Vi invito pertanto a visionare e ad ascoltare con estrema attenzione queste interviste.

MARCIAPIEDI

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Canzone bella e importante del repertorio di Renato e soprattutto autobiografica.
La storia di una persona che si è fatta da se in una periferia dalla quale era difficile emergere…
Marciapiedi, la palestra della vita, perché soltanto chi ha vissuto la strada,
è stato a contatto con le persone umili e ha superato le difficoltà senza privilegi o assoluzioni ha un incredibile esperienza che lo porta a realizzare tutto con le proprie forze.

Ho scelto il live estratto da “Tutto Zero” perche lui è da solo su quel palco, senza nessuna particolare scenografia, senza vestiti eccentrici, senza ballerini o immagini….
Eppure da solo riesce a riempire l’intero palco interpretando magistralmente il brano soltanto con le espressioni del volto, le gestualità e gli sguardi…questa è Arte allo stato puro!

A voi i commenti dell’intero testo.

L’AMORE SECONDO RENATO

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Da qualunque angolazione lo si osserva è sempre lui “La Grande Attrazione” !

L’evento imprevisto che rimette in moto ogni volta le nostre fantasie ed il piacere di scommettere sulle capacità intuitive, prima, e seduttive, poi, di ciascuno.

E’ amore da qualunque parte arrivi, Qualunque odore emani. Qualsiasi fisionomia adotti. Malinconico. Dolce. Irriverente. Morboso. Fiero. Deciso. Vago. Claudicante. Remissivo. Traditore… Eppure non smette di esserci. Di darsi. Di confonderci. Di ucciderci e riproporsi ancora. Finché non impareremo a temerlo. A rispettarlo. A nutrirlo. L’esame più dolce e doloroso che ci sia. Che ti permette di crescere a spese tue. Pagando di persona. Di viaggiare oltre le tue possibilità purché tu abbia talento nello scegliere il tipo di carburante, che varia da amore ad amore. Non appare sui ricettari. Sulle mappe stradali. Fra i numeri del Lotto. O nelle classifiche dei più “Venduti”. Anzi spesso fatica a manifestarsi quando trova disordine, apatia, rassegnazione.

Il mio amore è sempre quello. Figlio unico di madre vedova. Trasformista, perciò in grado di accettare la compagnia di chiunque. Con ancora più godimento, se si tratta di quei soggetti estremamente scaltri o sofisticati, che non accetterebbero mai la purezza di un abbraccio. Un amore che ha sofferto il mio. Cresciuto all’ombra di un sospetto. Però con due occhi enormi, attenti e scrupolosi, che hanno saputo individuare verso chi dirigere attenzioni e verso chi indifferenza.

Vi auguro di avere tanto spazio dentro da poter accogliere amori di tutti i Colori. Taglie. Provenienze. Stagioni. Memorie e Verità. Di essere lì, quando uno di essi dopo tanto tempo troverà la forza di tornare. E che possiate finalmente dirgli:

“Non ho dimenticato, ben tornato amore!!!!”

Dal primo giorno che ho letto questa intro nel Cd di “Segreto Amore” ne sono rimasta totalmente affascinata, adoro il modo in cui Renato parla dell’amore e le metafore che usa per descriverlo.

Eh già l’amore è una grande attrazione ed arriva improvvisamente quando meno ce lo aspettiamo mettendo alla prova la nostra intuizione, quella di riconoscerlo, ed anche la nostra capacità di saperlo sedurre, conquistare….

Quell’amore che può suscitare in noi emozioni e stati d’animo diversi, a volte anche contrastanti, può essere dolce, malinconico, travolgente, irriverente, traditore ma è sempre amore! L’amore che spesso può confonderci, annientarci ed ucciderci perché quando soffri tanto per un amore ti distrugge dentro non a caso la fine di un amore viene considerata un lutto e come esso ha bisogno di un elaborazione…Eppure ecco che quando meno te lo aspetti l’amore ritorna, a volte dopo la fine di una storia importante si pensa di non riuscire ad amare più ed invece ecco che improvvisamente ci innamoriamo di nuovo ed ogni esperienza serve a farci crescere, a spese nostre certamente, ed è molto doloroso ma Renato ci invita ad imparare a temerlo, a rispettarlo e a nutrirlo perché come ogni sentimento che si rispetti l’amore ha bisogno di essere nutrito giorno per giorno senza abbandonarlo mai.

Renato dice che l’amore ci permette di viaggiare oltre le nostre possibilità ma dobbiamo avere il talento di scegliere il tipo di carburante che varia da amore ad amore, bellissimo questo passaggio perché effettivamente un amore non è uguale all’altro, non potremo mai paragonare un nuovo amore ad uno precedente perché ognuno di per se è unico e le persone che amiamo sono diverse fra loro e quindi bisogna darsi a loro ogni volta in modo diverso e possibilmente evitare di commettere gli stessi errori.

Non c’è un indicazione valida per l’amore e quando si presenta spesso ci trova impreparati, rassegnati, delusi, confusi!

Renato si sofferma poi sul suo modo di amare a 360 gradi senza distinzione di sesso, razza, colore ed anzi ammette che più un amore è complicato e più se ne sente attratto. Nonostante lui abbia sofferto per amore perché è cresciuto all’ombra di un sospetto, quello dell’omosessualità, ha saputo sempre amare e distinguere le persone a cui donare amore, ecco è importante saper scegliere chi merita veramente le nostre attenzioni ma purtroppo non sempre è facile eppure se avessimo le giuste capacità intuitive sarebbe tutto più semplice.

Ci augura di avere ancora tanto spazio nel nostro cuore per accogliere tutti i tipi di amore e di tenerci pronti ad un eventuale ritorno a cui poter finalmente dire: Ben tornato amore!

Eh già perché nella vita possono esserci anche dei ritorni, credo sia bellissimo il ritorno di un vecchio amore peccato però che quando questo accade, spesso è sempre troppo tardi….

I NUOVI SANTI

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Ma quali santi odore di tangenti…

Era la fine degli anni 80 quando Renato scrisse “I Nuovi Santi” e da li a poco scoppiò lo scandalo di Tangentopoli, come sempre fu un precursore dei tempi.

Erano infatti gli anni novanta quando cominciarono indagini giudiziarie nei confronti dei politici e delle istituzioni italiane, emerse che c’era stata corruzione, concussione e finanziamenti illeciti ai partiti proprio da parte del mondo politico, furono coinvolti nello scandalo senatori, ministri, ex presidenti del consiglio ed imprenditori.

Le conseguenze furono tragiche non solo per l’Italia ma anche per chi fu travolto dallo scandalo infatti susseguirono anche alcuni suicidi.

Eppure Tangentopoli sembra non aver insegnato niente a nessuno visto che il sistema continua a funzionare come prima.

I nuovi Santi è una canzone molto rock che guarda al sociale, Renato si mostrò decisamente critico verso quell’Italia che stava perdendo ogni valore ed ogni etica morale, il consumismo prendeva sempre più piede e le persone erano sempre più attratte dal potere e dal denaro.

Il prototipo del potente arrogante descritto da Renato era colui che girava con i macchinoni, costantemente abbronzato, con la carta di credito nel portafoglio, egoista, ANAFFETTIVO, colui che si dedicava al lavoro 24 ore su 24 per ottenere sempre più entrate non a caso sarcasticamente Zero dice che sono i Santi del No Stop che persino in bagno finiranno un impegno.

Un accenno certamente è rivolto anche alla classe politica, che fra tangenti e immunità tentava di rimanere sulla scena, il seguente passaggio lo spiega perfettamente:

“Poveri cristi senza eternità senza ali per volare

Il vento cambia, quale immunità vi salverà
Santi che muoiono di epidemia se il gradimento scende
per un guasto, un innesco un flash di agenzia”

Questo brano è di un cinismo disarmante ma racconta talmente bene quel periodo storico che fa rabbrividire, ed anche oggi si adatta perfettamente al momento che stiamo vivendo, la genialità di Renato sta proprio nel fatto che non solo ha precorso i tempi con i suoi brani ma anche che restano sempre di estrema attualità.

A quel modello Renato contrappone il suo ideale di uomo che invece è onesto, lavoratore, non è raccomandato, ha fede e nonostante la sua semplice vita il miracolo è che continua ad amare!!!

Un uomo che non fa la spia, che ancora si emoziona e soffre di insonnia, ma non molla mai!

Renato quindi quasi come una sorta di preghiera si rivolge al suo “Santo” chiedendogli aiuto e quindi dice ancora una volta alle persone oneste di resistere, di salvarlo dai nuovi santi del mondo e quindi di combattere i trafficanti, la violenza e la corruzione perché solo con il bene si può combattere il male!

La società moderna presenta ancora e forse più di prima una massiccia presenza di questi individui, i furbi vanno avanti gli onesti restano sempre più indietro.

Ma la mia domanda è: Quali sono secondo voi i nuovi santi?

Potete descrivere anche persone di vostra conoscenza, ognuno è libero di indicare chi vuole.

Questa canzone mi fa pensare a chi si è arricchito sulle spalle degli altri e quanti ne ho visti….ma in particolar modo mi sembra la descrizione della nostra politica italiana.

Vi invito inoltre a commentare ogni passaggio di questo brano.