PURO SPIRITO

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Come già anticipato il 29 Novembre uscirà una nuova raccolta di brani di Renato Zero intitolata “Puro Spirito”

I brani contenuti nella raccolta sono tra i più irriverenti, dissacranti e trasgressivi della carriera musicale di Renato Zero. L’album conterrà anche due brani inediti uno dei quali è “Sorridere Sempre” del quale è stato girato anche un Video.

 “Puro Spirito” fa parte di un progetto attraverso il quale il cantautore si prefigge di rileggere la sua intera produzione artistica. Nel nuovo album il tema scelto è l’ironia.
Renato ha dichiarato “Ognuno rammenta le date con un proprio sistema. Nel mio caso ad ogni emissione discografica corrispondono ‘certi particolari momenti’ degni di essere ricordati – spiega Renato Zero -. Ciascuna di quelle canzoni ha accompagnato periodi più o meno esaltanti della mia vita. I luoghi delle mie ispirazioni non sono mai stati casuali. Una composizione musicale e letteraria necessitano sempre di uno scenario singolare”.
 Ma quali sono i luoghi che hanno ispirato il cantautore romano? “Sono stato stimolato dai tramonti di Ventotene o dalle notti sempre particolarmente feconde del mio piccolo universo residenziale. Finestre aperte. Pochissima luce artificiale. E soprattutto silenzio”.
Ricordo inoltre che domani 15 Novembre usciranno in versione completamente rimasterizzata  “Voyeur” e “Zero”
 
RENATO DICHIARA:
“Quando accade quell’evento lieto e quell’altro triste. Quella ricorrenza. Quel distacco o quel ricongiungimento. Ognuno rammenta le date con un proprio sistema. Nel mio caso ad ogni emissione discografica corrispondono “certi particolari momenti” degni di essere ricordati – spiega Renato -. E poi ciascuna di quelle canzoni è stata in grado di accompagnare periodi più o meno esaltanti della mia vita. I luoghi delle mie ispirazioni non sono mai stati casuali. Una composizione musicale e letteraria necessitano sempre di uno scenario singolare. Di atmosfera e trasporto. Qualcuno ha scritto capolavori persino in un bagno pubblico (al cuor non si comanda). Io, magari più fortunato, sono stato stimolato dai tramonti di Ventotene o dalle notti sempre particolarmente feconde del mio piccolo universo residenziale. Finestre aperte. Pochissima luce artificiale. E soprattutto “silenzio”.

“Dopo ‘Artide e Antartide’, ‘ Via Tagliamento’, ‘Prometeo’ e ‘Tregua’, è la volta di altri due titoli tutti da riscoprire. Due produzioni eccellenti”, continua Renato. “Voyeur” (1989) venne registrato e mixato a Londra nell’arco di quattro mesi di lavorazione. Prodotto interamente dal grande Geoff Westley. Un album moderno e assai distante dalle altre mie produzioni. Sia per la scrittura dei brani. Sia per la vocalità più asciutta ed incisiva. Sia per gli arrangiamenti molto efficaci e fedeli al significato dell’ intera opera. Basta una rilettura per capire la forza degli argomenti contenuti nell’album, da “Il canto di Esmeralda” a “Talento”. Da “I nuovi santi” a “Ha tanti cieli la luna”, l’escursione è davvero ampia e consistente.”
Del doppio album “Zero”, uscito nel 1987, Renato racconta che fu “un’altra meravigliosa esperienza che mi permise di approfittare della collaborazione di una schiera di fantastici musicisti. Grazie alle autostrade. Alle linee aeree, ed alle ferrovie, io e il mio grande amico Rodolfo (Foffo) Bianchi, ce ne andammo a spasso per la penisola Italica con i nastri 24 piste sotto il braccio (si fa per dire), pur di raggiungere quei talentuosi… e strappargli una performance. Questo album è una sorta di Musical. – prosegue Zero -. La fantasia è la materia prima di questo progetto. Un percorso assai mosso e imprevedibile. Non nascondo il godimento che provai, nell’operare con totale autonomia. Rispettando e condividendo i suggerimenti e le soluzioni provenienti da tutti i musicisti presenti. In fondo fu una vera jam-session.”
Dalla prefazione di Renato Zero:
“Non ha prezzo il nostro incontro in una canzone. É la dimostrazione di una primavera dentro l’inverno, di una nostra mobilità, di un fiore che si ostina a fiorire. Magia di sentirsi condivisi nei nostri sentimenti soffocati, nei nostri incubi malcelati, nei nostri sogni non più segreti. […] Una volta ho detto che la canzone è come un “Gange”, un unguento medicamentoso. Alle canzoni devo tutto, e grazie a loro una precoce arteriosclerosi o un soliloquio malinconico sono rimasti lontani”.