IN QUESTO MISERO SHOW

Non è la prima volta che Renato attacca i Talent Show…ma con questa canzone direi che lo ha fatto con grande eleganza di parole unite ad una musica spettacolare e sto parlando di “In questo misero Show” brano contenuto nel recentissimo ALT

“Non c’è di che sentirsi appagati se bastano così poche energie per farsi catturare da una telecamera od essere braccati da un discografico. Ciò che rese famosi e felici gli artisti stagionati fu la fatica, le rinunce e la severità di una platea molto più esigente di quella di oggi. Forse quell’Italia fu meglio rappresentata e più soddisfatta…chissà?”

Fu così che presentò questa canzone…parole che un po’ ci riportano a “La mia generazione” canzone di cui abbiamo parlato proprio recentemente..

Eh già fu la fatica a far emergere gli Artisti stagionali di cui lui stesso fa parte…le rinunce…quante volte Renato ha raccontato che lui rinunciava ad andare al mare per starsene chiuso in casa a scrivere da giovane?

E sono molto d’accordo con lui quando dice che il pubblico di allora era molto più severo ed esigente di quello di oggi.

Ai ragazzi oggi basta vedere un giovane di bell’aspetto, che canticchia canzoni preconfezionate di fronte ad una telecamera per farlo diventare subito una star!

Ma come canta Renato il loro passato qui è niente.. perche non esiste così come non esiste la gavetta!

Questi giovani cantanti sono proprio in vetrina ostaggi di un Si o di un No la loro sorte dipende da quello!

Nel brano Renato parla proprio a questi aspiranti cantautori, li mette in guardia dalle bugie di un mondo che non era quello che sognavano loro, non hanno libertà d’espressione e quindi lui li invita a difendere le proprie idee, la loro fantasia, la loro stessa storia!

E poi gli domanda ciò che spesso mi domando io quando li ascolto:

“Chi ti ricorderà domani?”

La maggior parte dei ragazzi che hanno partecipato a questi Talent dopo un primo momento di gloria sono poi spariti nel nulla, nessuno se li ricorda più e nessuno li cerca più…ed io credo che per un giovane psicologicamente questo sia un trauma!

L’inizio della canzone è particolarmente pungente, usa termini molto duri per descrivere il circo mediatico a cui vengono sottoposti ed “obbligati” questi giovani ragazzi, eppure quello oramai sembra sia rimasto l’unico modo per arrivare…per questo tutti sperano di partecipare perché le stesse case discografiche oramai pescano solo dai Talent, sfruttano l’onda del successo senza dover investire in pubblicità dato che si ritrovano tra le mani ragazzini già famosi, con schiere di fan pronti a seguirli e a compare i loro dischi!

Sembra tutto troppo facile per tutti!

Quindi ad oggi c’è da chiedersi dove sono quei giovani che si riunivano nelle cantine per provare, sudare, comporre per poi esibirsi magari in piccoli locali con la speranza di essere notati da qualcuno?

Ovvio non ci sono quasi più, sono demotivati anche loro, perché hanno capito che il mondo discografico ormai attinge solo da questi Talent preconfezionati…ed ecco quindi che quell’energia, quella fantasia, quella creatività, quella voglia di fare è svanita in loro….

Questa canzone potrebbe tranquillamente essere l’altra faccia de “La mia generazione”

Parlano tutti però per ultima la musica!!

IN QUESTO MISERO SHOW

Romantico, comico, libero, tenero equivoco
Dimmelo come mi vuoi
Fragile, sadico, debole, frivolo, mistico
Quello che chiedi tu avrai
In questo misero show, non ho niente da perdere sai
Devo pur vivere anch’io, nel vuoto che c’è
Prendimi, lasciami, usami, sbattimi
Non mi vergogno di me
Comprami, vendimi, scambiami, spogliami
L’ alternativa non c’è
Siamo in vetrina lo so
In ostaggio di un si o di un no
Tanto non serve oramai, un’anima, quest’anima
A chi darai quei sogni tuoi?
Chi ti ricorderà domani?
Non hai più identità, poesia, magia, lealtà
Se muore la libertà, il cuore che fine fa?
Un’altra civiltà, oh
Difenderebbe la tua età
Ma il tuo passato qui è niente
Meglio il silenzio lo sai
Il tuo canto del cigno mai
Un poco di umanità
Guarda che fine fai
Ascoltati
Piangere, ridere, fingere, cedere
Per poter dire ci sei
Avidi, squallidi, osceni, ridicoli
Pur di promuoverci noi
In questo circo lo so
Non sei furbo se dici di no
Parlano tutti però, per ultima, la musica!
Non ti ricordi gli albori tuoi?
Il freddo la follia, la fame
L’ostinazione tua
Morivi di un’idea
Difendi la fantasia
Non credere a una bugia
Un’altra Italia si, oh!
Un po’ più onesta così, Proteggerebbe te in vita
Finché avrai voce tu
Anche solo un respiro in più
Rimani quaggiù in trincea
Che questa è la storia tua
Difendila….Difendila!