I DUE PRIMI DISCHI UFFICIALI

Dopo le sue esperienze canore, teatrali e cinematografiche nel 1973 esce finalmente il primo album di Renato Zero per la Rca e stiamo parlando di “No! Mamma no!”

La particolarità di questo disco è che fu un vero e proprio Showcase che fu registrato Live al Teatro Centrale di Roma infatti si possono sentire anche gli applausi di sottofondo con tanto di presentatore che lo introduce.

La copertina fu affidata ad Arpad Kertesz, ove possiamo vedere il giovane Renato degli inizi, magro con un caschetto lungo che spunta da un turbante.

Il brano di apertura è “Paleobarattolo” brano che in se racchiude tutto il filone del disco, ossia liberarsi di quel peso che lo ha imprigionato per anni…

Da ricordare “Sergente, no!” quella canzone che ci riporta al film “Ciao Ni” e quindi al fatto che Renato non voleva fare il militare perché si sentiva inadeguato fisicamente, affronta il tema con ironia ma allo stesso modo emerge una sua disobbedienza agli ordini sociali.

Sicuramente una delle canzoni più belle dell’album fu “Nell’archivio della mia coscienza” dove Renato affronta il suo passato parlando di rimorsi, infelicità, occasioni perdute e così via…

Molto toccante “Sogni nel buio” un monologo, una chiara dichiarazione contro l’aborto.

Questo disco nonostante le particolarità che lo contraddistinguono non ebbe un gran successo di vendite, però creò grande interesse intorno a quel giovane ragazzo che più che un personaggio italiano ricordava sicuramente artisti internazionali.

Fin da quel primo disco Renato cominciò a scrivere le sue Intro a penna…abitudine che non ha mai abbandonato e che tanto ci piace perché stabilisce un dialogo diretto con tutti noi…e in  “No! Mamma, No!” scrisse:

“ Io sono quello che hai voluto cancellare vent’anni e trentamila secoli fa, che ha volato sulle tue fantasie, che ha vissuto le tue avventure, che si permette i tuoi sogni proibiti. Ma ricordati che se tenterai di cancellarmi di nuovo e definitivamente, cancellerai te stesso”

Questa sua prefazione racchiude i temi centrali del disco ed è un indagine introspettiva di se stesso, come se un Renato bambino parlasse ad un Renato oramai adulto…trovo molto bella questa sua riflessione psicologica.

Nonostante l’insuccesso di questo suo esordio Renato non si arrese e solo dopo un anno ossia nel 1974 pubblicò il suo secondo album ossia “Invenzioni” sempre con la Rca e di nuovo fotografato da Arpad Kertesz per la copertina.

Indossa un giubbotto di pelle nero, un casco calato sugli occhi con lo stemma di Leopoldo II del Belgio sovrano fondatore dello stato libero del Congo.

Sul retro invece solo se stesso.

Questo disco ci regala due successi storici di Renato Zero il primo che poi apre l’album è la bellissima e struggente “Qualcuno mi renda l’anima” di cui tante volte abbiamo parlato e che ancora possiamo ascoltare in concerto, brano che affronta il delicatissimo tema degli abusi sui bambini….e chi avrebbe mai avuto il coraggio di affrontare un simile argomento in musica se non Renato Zero??

Pensiamo anche alla giovane età che aveva…

E altro capolavoro fu “Inventi” altra canzone che ha fatto storia.