I MESSAGGI DI RENATO


In questo periodo Renato ci sta accompagnando praticamente ogni sera con i suoi pensieri, le sue parole, i suoi messaggi…è il suo modo per starci vicino, per confortarci, per consigliarci, per aiutarci… e cosi o pensavo che potrebbe farvi piacere commentare nel dettaglio qualcuno dei suoi messaggi e personalmente ho scelto uno in particolare:

Il tempo che decide e condiziona lo svolgersi della vita su questo pianeta. Che stabilisce regole, modalità, ritmi e pause, nel percorso degli uomini. Questo tempo che gode di un potere infinito, che gli consente persino di intervenire sulle storie di ciascuno di noi.
Questo tempo, che si dice essere, maledetto e tiranno. Cugino carnale del destino. Oggi, se lui fosse clemente, dovrebbe truccare i nostri orologi per conferire al “Covid” un’accelerazione tale da riuscire a togliercelo definitivamente di torno. Peccato che il tempo ce lo siamo fatto nemico. Trascurandolo.
Non dandogli quell’importanza che lui s’aspettava di ottenere da noi. Tante ore perse, dietro sterili prospettive. Incontri discutibili. Affari torbidi e amori spesso pendolari o provvisori se non addirittura malsani. Aria! Si quella ci manca. Proprio quell’ossigeno, che ci permetteva di apprezzare lo spazio e che espandendo i nostri polmoni lasciava fruire dentro di noi quella sensazione di freschezza e di sazietà. Riprendiamoci quel tempo. Distribuendolo un po’ per ciascuno affinché tutti ne possano godere.
Quel tempo nel quale lanciavamo i nostri progetti, come la valigia sul traghetto avanti a noi prima di salire a bordo… Perché quella valigia andava e va messa in salvo. Perché là dentro c’è il futuro.
Proprio lì in quella piccola valigia le nostre grandi aspirazioni!!! Vi voglio davvero un gran bene a tutti! Renato Zero

TUTTI SOSPESI

In questi giorni ascoltando “Tutti sospesi” mi son resa conto di quanto sia attuale questa canzone in questo momento…perche stiamo tutti vivendo delle vite sospese in attesa della fine di questo incubo…vi riporto alcuni passaggi in particolare: “Rimani in fila non tocca a te il sole grida non ne può più tutti gli sguardi sulla TV…pazienza” e poi “Tutti sospesi noi tutti in attesa di giudizio..in tanta immensità per un’abbraccio non c’è spazio..Vorrei vederti qui al mio fianco dimmi che ancora non sei stanco..che per un sogno ancora lotterai, dimmi che lo farai…”

Le notizie purtroppo non sono ancora confortanti e noi continuiamo a sentirci sospesi…

SIAMO DAVVERO FIGLI TUOI

Purtroppo l’emergenza Coronavirus non è ancora passata in Italia e tutti stiamo vivendo momentaneamente delle vite sospese…il decreto legge del governo ci obbliga giustamente a restarcene in casa per il nostro bene e per quello di tutti gli Italani. Per questo proseguiremo a raccontare dalle nostre rispettive città cosa sta accadendo e per farlo ho scelto per accompagnare questo Post una canzone di Renato che è “L’Italiana” che effetto vi fa riascoltarla oggi?

Vi ricordo che il Renato Zero Blog è anche su Instagram e li potete seguirmi ed interagire con me: https://www.instagram.com/renatozeroblog_debbyzero/

TUTTI A CASA

In un momento delicato come quello che il nostro paese sta vivendo il Renato Zero Blog non può esimersi dal parlare di questo argomento, come sappiamo ora le restrizioni sono per tutta l’Italia e sono state prolungate nel tempo le varie chiusure. Come video ho scelto questo perche mi sembra il piu chiaro di tutti per far capire alle persone che devono starsene a casa visto che recentemente in molti hanno preso la chiusura delle scuole e la sospensione dal lavoro come una vacanza….No non siamo in vacanza e non è il momento della ricreazione bensì della responsabilità personale e del senso civico…perciò siete pregati di restare chiusi in casa con i vostri figli! Dato che il R.Z. Blog è popolato da persone che vivono in città differenti ad ognuna è affidato il diritto di cronaca, cosi potremo capire meglio e realmente come si evolverà la situazione nelle varie parti d’Italia.

RENATO, ROMA E IL CORONAVIRUS

Roma. “Mentre tutti si chiudono in casa, io ho deciso di venire a fare una passeggiata, un po’ di shopping, avevo giusto bisogno de ’na camicetta…”. Nel centro di Roma sotto l’effetto del coronavirus fare due passi con Renato Zero restituisce serenità e gioia di vivere. Camminare in città con lui è un’esperienza: ogni due metri qualcuno lo ferma, lo saluta, vuole un selfie e pure fare due chiacchiere. E lui si concede. Si diverte. Abbraccia e parla con tutti. .
“Ecco, vedi, come sono, i romani. Come fai a chiuderli in casa? Impossibile. La quarantena sociale cui ci vorrebbe obbligare il virus va contro la nostra indole. Roma è una città aperta, chiacchierona. A Roma farsi i fatti degli altri è quasi obbligatorio. Non ci puoi togliere il diritto di passeggiare, stare in piazza, andare al ristorante…”, dice il celebre cantante.
Anche se nella Capitale la situazione non è spettrale come a Milano, fa un certo effetto girare per le strade del centro senza la solita ressa caciarona. Nei negozi, sulla scalinata di piazza di Spagna, a via del Corso, in via Condotti, intorno all’ora di pranzo, presenze rarefatte, tutto molto tranquillo, silenzioso, manco fossimo a Stoccolma. “Gli incassi sono calati parecchio, la gente prende meno la metropolitana”, racconta una ragazza che vende pizza al trancio a Vicolo del Bottino, la strada che porta alla metro Spagna. Proprio qui, ironia del destino, dove gli affari si stavano risollevando dopo i lunghi mesi di chiusura della stazione, quando si erano azzerati. Persone con la mascherina, però, a parte qualche orientale, non se ne vedono. Non si sa se per scetticismo o perché sono introvabili. E’ un centro meno ciarliero, più educato, ma non paralizzato dalla paura, perché poi a Roma tutto scorre, e la sua gloria millenaria, che ha visto passare imperatori e papi, re e barbari, la fa essere più cinica verso le fallacità quotidiane. Più distaccata verso le calamità. Ironica davanti alle sfighe quotidiane.

Renato Fiacchini, in arte Renato Zero, è nato in queste strade, a Via di Ripetta. Negli anni Cinquanta questi vicoli sono stati il suo primo campo di gioco, da bambino, prima di trasferirsi con la famiglia alla Montagnola, in borgata, all’Eur, quando il palazzo dove viveva con la famiglia (papà Domenico, mamma Ada e tre sorelle, suo zio invece è Mario Tronti, intellettuale comunista) fu acquistato dall’Ospedale San Giacomo. “Per questo virus c’è un unico antidoto ed è l’amore: solo l’amore ci salverà, con i suoi anticorpi. Altro che vietare gli abbracci, dobbiamo stringerci ancora di più, essere solidali gli uni con gli altri. Io non prendo nessuna precauzione, dormo con le finestre aperte, faccio entrare amore e ottimismo…”, osserva Renato. Certo, quello che sta accadendo ci deve far riflettere. “Questa è una prova cui ci sta sottoponendo la natura, perché l’abbiamo massacrata un po’ troppo. La natura ci ha mandato un segnale, dobbiamo rispettarla di più…”. Poi torna a riflettere sulla sua città. “Quello che mi fa paura non è il virus, ma vedere le persone chiudersi in casa, isolarsi, essere diffidenti verso gli altri. Stare da soli, come tante isole, rifiutare lo scambio con i propri simili, questo sì, sarebbe drammatico…”.

La città, nel frattempo, un po’ si ferma. Serrande abbassate, per due mesi, da Sonia, il ristorante cinese più frequentato. Annullata la mezza maratona Roma-Ostia, in programma questa domenica. Rimandate fiere, congressi, concerti. Agli hotel e su Airbnb arrivano le disdette dei turisti. Poi però, la sera, i ristoranti sono quasi pieni. Le persone vogliono ancora incontrarsi. “Ma vedi che la mascherina non la porta nessuno…? I romani non sono così. Roma può essere cinica, ma non è diffidente. E’ una città curiosa, di sé stessa e degli altri. Capisco la paura, ma la vita cui vorrebbero costringerci è l’antitesi della romanità”, continua Zero. La passeggiata è finita. Renato, con le sue buste, sale in auto e se ne va, non prima di essersi fermato a salutare un altro paio di persone. “Me raccomanno eh, fai il bravo eh… Ciao bello”. “Eccome no? Se vedemo… Ciao”. Da Piazza del Popolo, a passo di gazzella, avanza una ragazza orientale, bellissima, forse una modella. Ha una mascherina iper tecnologica, blu e verde. Il top di gamma delle mascherine. Ma dove l’avrà comprata? Passa oltre con sguardo perso nel vuoto e l’aria spaventata. Ecco, lei sì, con questa città c’entra assai poco. Tratto Da IL FOGLIO