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COME E’ NATA LA TRILOGIA DI “ZEROSETTANTA”

Ed è cosi che Renato ci presentava “ZEROSETTANTA”…

Mentre scorreva l’inchiostro e le note si rincorrevano nella mia testa, il cuore usciva dalla finestra e corrompeva il tempo, convincendolo a consentirmi di ripercorrere a ritroso tutte le fasi salienti della mia avventura artistica. Quanta sana e bella fatica riaffiora! Un impegno fin troppo arduo, per quell’età. Avevo appena quindici anni e già mi guadagnavo 500 lire cantando per 6 ore consecutive al Ciak di via Torino, a Roma, con un gruppo di 4 amici dall’onesta passione per la musica. Quanto avrei potuto resistere a quello stress e a tutta quella nicotina? Eppure qualcosa m’impediva di distogliere lo sguardo da quel microfono. Un mezzo talmente efficace per urlare a tutti che non avrei voluto, mai e poi mai, essere messo all’angolo dalla vita. Sentieri impervi per la mia costituzione fisica e fragilità emotiva, a quel tempo: la forza la produce la resistenza e l’insistenza insopportabile dei “soliti idioti”. Una razza dura ad estinguersi…

“Renatino” mi ci hanno chiamato per tenerezza ed affetto. Limitandomi nell’esercitare il diritto di difendermi da un destino avverso e disattento ai miei piccoli, ma necessari bisogni. Uno fra tutti: la libertà di esprimermi senza censure. L’ho poi fatto, a mia cura e spese, svincolandomi un po’ alla volta da certi brutti regolamenti di una discografia e di una radiofonia che banchettano insieme, a discapito dell’integrità e della genuinità dei malcapitati artisti. Un giro di favori e scambi, al di fuori del privilegiare chi, con coraggio e determinazione, produce cambiamenti significativi nel costume e nella cultura di questo Paese. Io guardo avanti! Anche se il mio futuro si è andato via via assottigliando, non incidendo però sul mio entusiasmo e sulla mia creatività.

Ecco dunque la mia ultima produzione, tre album: perfetti, per festeggiare le mie stagioni con grande soddisfazione. Quaranta brani, rappresentativi di un trascorso che qui vuole ribadire lo sforzo e l’attenzione verso quella coerenza che mi ha sempre contraddistinto.
Ho approfittato dei momenti di stasi, che ultimamente abbiamo attraversato un po’ tutti, per consolidare rapporti artistici e personali. Operazioni necessarie, da cui attingere materia e valore aggiunto e da trasformare in pagine musicali. Quindi compilation languide e nostalgiche: molto meglio emozioni inedite, se possibile.

C’è sempre tanto da dire, tanto ancora da scrivere. Io ho sempre addosso una certa premura, come se fuori dalla porta ci fosse un esattore, perennemente avido di riscuotere profitti dalle mie esperienze. Forse il funzionario è la mia stessa coscienza. Comunque mi sono speso ancora una volta, più generoso che mai. Il mio compleanno si festeggia così: con la mia penna ancora calda di scrittura e con il microfono acceso. Poiché mai sazio di ricevere le mie attenzioni. Tre pubblicazioni separate: settembre, ottobre e novembre, con scadenza al 30 di ogni mese. Per non ingolfare la piazza e per dare respiro ai padiglioni uditivi del mio paziente pubblico.

Argomenti disparati: l’amore qui, ha preteso più spazio. Ma il filo del discorso sono questi miei rumorosi anni, riflessioni e bilanci, tracce del mio passaggio. Non è vero che sono un cantante. Non lo sono mai stato. Un osservatore pensante e parlante, si. Un raccoglitore di anime, con un costante rispetto ed innamoramento verso la melodia. L’ispirazione stavolta è stata tanta e generosa. Che posso dire… Zero si rinasce!

Renato Zero

BUONA PASQUA 2021

Ed anche questa Pasqua sarà una Pasqua particolare, sicuramente leggermente migliore di quella precedente visto che l’anno scorso non potevamo ne uscire di casa ne vedere nessuno…

Ho scelto l’immagine di questi due coniglietti che si abbracciano perche l’abbraccio e il bacio sono quei gesti di affetto verso i nostri cari che oramai da un anno a questa parte non ci è piu consentito fare..speriamo di tornare ad abbracciarci presto!

BUONA PASQUA AI MIEI ZEROCONDOMINI E A TUTTI I LETTORI

CHE BELLA LIBERTA’

“Che bella libertà” questa canzone di Renato si addice perfettamente al momento che in molti stiamo vivendo, siamo stati privati della nostra libertà da ormai un anno…cose semplici che prima erano scontate, quasi routine oggi ci sembrano magia…solo quando vieni privato della tua libertà ne comprendi la reale importanza, capisci quanto è importante andare dove vuoi, vedere chi vuoi, viaggiare, spostarti ovunque tu desideri. Onestamente tutte queste privazioni non mi hanno pesato tantissimo, perche so che sono sempre servite a qualcosa e per un buon fine, e i risultati li abbiamo sempre visti fortunatamente.

Spesso mi sono chiesta cosa volesse dire Renato quando canta “Chi dirà che il silenzio in fondo è libertà”…

“Voglio acquistare solo cieli limpidi ,tentare ancora di confondermi con le montagne, con il mare, con chi sia, con questa vita ritornare in sintonia”

L’ITALIA SI DESTA?

Da Zerosettanta Volume 1 vi propongo “L’Italia si desta?” mi sembra un brano che si adatta anche al momento critico che siamo attraversando, un Italia che non c’è piu purtroppo: “Cos’è cambiato? Cosa mai è successo? Noi trasformati come automi qui” ed è un pò cosi che vedo adesso gli italiani, è difficile anche ribellarsi in un periodo storico come questo ma vedo tanta troppa gente influenzata dai mass media, dai politici, dai poteri forti, e questa cosa non mi piace affatto, ho come l’impressione che in pochi ragionino con la propria testa…

“Abbiamo rinunciato pure a pane e burro
Per una fetta d’ipocrisia per rimanere soli soli in balia di questa democrazia cieca” Anche questo passaggio che come ben sappiamo è stato scritto tempo prima della Pandemia mi fa intravedere qualcosa di attuale, penso alle tante rinunce che stiamo facendo, alle tante attività in crisi, e pure io vedo tanta solitudine in questa cieca democrazia…

E a volte come dice Renato mi sento una straniera pur essendo nata qui, perche sono troppe le cose che non mi piacciono, che non mi appartengono.. mi sento distante da certa gente e da una politica corrotta che non tutela gli Italiani. Penso a quando ero bambina, tutto era diverso, la gente era diversa, la vita stessa era diversa e cosi mi pervade un senso di nostalgia inspiegabile ogni qualvolta in tv trasmettono immagini in bianco e nero lontani da me, lontani da oggi..e non so nemmeno spiegarmi il perche!

Concludo con questo passaggio: “Povera Italia, sporca e trascurata disorientata e fragile, tutti che urlano “Giustizia e libertà” però hanno smesso di credere…”

Il titolo del brano è messo sotto forma di domanda L’Italia si desta? Secondo me no…e secondo voi?

NESSUNO TOCCHI LE DONNE

E’ la festa delle donne, ricorrenza che come tutti ben sappiamo ha un significato storico, ma ad oggi bisogna sempre ricordare agli uomini che le donne vanno rispettate ogni giorno…sto vivendo con molta tristezza il fatto che ultimamente si sono susseguiti ancora e ancora femminicidi, non se ne può davvero piu..oramai sta diventando un rumore assordante… donne uccise proprio da coloro che amavano.

Ed è per questo che mi affido ancora una volta ad una canzone di Renato che amo moltissimo e che per me è oramai una canzone simbolo contro la violenza sulle donne e mi sto riferendo a “NESSUNO TOCCHI L’AMORE” E poi nessuno tocchi l’amore..non è normale che qualcuno abusi di te…Non permettete mai a NESSUNO di sfiorarvi nemmeno con un fiore!

Un Augurio speciale alle MIE Donne del Renato Zero Blog!

Testo Nessuno Tocchi L’Amore

C’è sempre bisogno di colpirsi o di ferirsi per capire questo amore che cos’è
Sezionare un cuore farlo a pezzi per sapere se c’è stato un altro lui prima di te
Nascono sospetti che si insinuano e alimentano una già pericolosa gelosia
Pieni di indecisi questi letti ed un miracolo che aspetti si riduce a una bugia
Gemendo
Fingendo
Oppure fuggendo
Io mi fermerei davanti agli occhi tuoi, non permetterei alla noia di trovarci mai, solo emozione, sensazioni di autentica poesia, l’amore ci impegna e fa la parte sua
Noi concepiti per essere riamati altrimenti perché ho tanta voglia di te
Servirti ed adorarti capirti e rispettarti il vero segreto non perdere un minuto E poi nessuno tocchi l’amore
Non è normale che qualcuno abusi di te
Sia un piacere e non un dovere amarsi, preoccuparsi che questo tormento finisca mai
Sempre fiori freschi a ricordarti che tu esisti per placare questa presunzione mia
Userò argomenti convincenti io so come trattenerti ho sempre pronta una magia
Con te supererei qualunque ostilità impedendo al mondo di arrivare fino qua
Il posto migliore per godersi la vita in libertà e navigare al di sopra delle meschinità
E’ meglio se ci credi se offri ma non chiedi molto meglio se puoi dare tutto di te
Apprezza il piacere di farti accarezzare e di perdonare chi non saprà raggiungerti più
Nessuno offenda l’amore non è normale mai imprigionare quel cuore lasciarlo morire
Impegnati tu a dare un senso alle cose stabilisci finalmente una verità
Nessuno tocchi l’amore
Nessuno tocchi l’amore

FESTIVAL DI SANREMO

Comincia la settimana dedicata al Festival di Sanremo, sarà un Festival diverso quest’anno, senza pubblico per via del Covid.

Renato Zero ha partecipato in passato al Festival di Sanremo con due grandi brani emozionanti, uno era “Spalle al muro” e l’altro era “Ave Maria” voi quale avreste fatto vincere fra queste due canzoni?

QUALE E’ STATO IL VOSTRO COSTUME PREFERITO DI RENATO?

Come ben sappiamo una parte fondamentale della carriera di Renato Zero sono stati trucchi e costumi di scena, costumi che agli inizi addirittura si cuciva da solo, lui è stato sempre un personaggio poliedrico e ci ha abituato a tante immagini di se, a tanti abiti che spesso servivano proprio a rappresentare la canzone che stava interpretando….i suoi costumi son talmente tanti che ci ha fatto addirittura una mostra ed hanno un valore inestimabile, per questo sono custoditi in un magazzino segreto.

La domanda che vi faccio è quale: è stato il vostro costume di scena preferito e perche? Ognuno di voi dovrà inserire anche un Link della foto dell’abito in modo che tutti possano ricordarlo.