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VERGOGNATEVI VOI

Da “ZEROETTANTA VOLUME 2” andiamo a commentare un brano piu che mai attuale e che sempre lo sarà ossia “Vergognatevi voi”, Renato a proposito di questa canzone ha dichiarato: “Anche la denuncia è amore, in Vergognatevi voi, la mia personale dedica alla politica italiana, c’è una prospettiva d’amore. Mi piacerebbe che i politici andassero in periferia a mangiarsi una pasta e fagioli fatta con passione esemplare e tocchino con mano cosa significa il disagio, il distacco dalla realtà, la paura di riuscire a non sfamare i propri figli”

Peccato però dico io che i politici fanno la sfilata nelle periferie solo poco prima delle elezioni a caccia di qualche misero voto in piu, la politica dovrebbe sempre vergognarsi, sono stati dei miserabili quando affannosamente si sono accaparrati le poltrone del nuovo governo Draghi, miserabile chi ora vuole abolire il coprifuoco e far aprire tutto non perche lo pensi e lo voglia veramente ma solo per ottenere il favore e i voti futuri di quelle categorie che stanno protestando.

Scandaloso quello che è successo a Fedez, io non ne sono rimasta affatto stupita la politica comanda tutti i Mass Media ed in particolare la RAI, però ovvio quando tutto viene alla luce lo schifo aumenta.

La politica non cambia, non cambierà mai, non esisterà mai un politico migliore di un altro, sono li solo per fame di soldi e di potere pronti a cambiare bandiera a seconda di come tira il vento. Illusi voi che ci credete ancora, lo schifo che c’è dentro quei palazzi non ci è nemmeno tutto noto, veniamo solo a scoprire l’1% di quello che sono e di quello che fanno…

Io porto come mia bandiera personale questo passaggio della canzone, perche un tempo era un generoso vento ora è uno splendido Tsunami che io continuo ad aspettare: “È la solita minestra di ministri e di utopie
tante chiacchere e promesse stesse facce e niente idee…
Uno splendido tsunami e non ci si pensa più e non ci sarà condono che possa riportarvi su”

Leggete il testo e riflettete…

VERGOGNATEVI VOI

È la storia che si scrive con l’inchiostro degli eroi
Pochi fortunati audaci che combattono per noi
Tutto il resto si consuma si ricicla e via cosi
Se ci assiste la fortuna sopravviveremo qui una volontà assopita
Altri pensano per noi a stare a galla si fatica
Se ti esponi sono guai risse insulti e sgomitate
Nel profitto non c’è Dio che chi sguazza nel potere poi
Porta sempre a casa il suo vergognatevi voi esattori del mai
Come corpi in picchiata giù a chi tocca non sai
Maledetta, cieca avidità
Ma il paese che fa?
Lui si chiude e non chiede più libertà È la solita minestra
di ministri e di utopie tante chiacchere e promesse
Stesse facce e niente idee
Uno splendido tsunami e non ci si pensa più
E non ci sarà condono che possa riportarvi su Vergognatevi un po’
che pentirsi si può ma non si torna vergini
due volte no un calcio in culo alla mediocrità
Che la vita lo sa..Sa premiare e punire chi sbaglierà Devi scegliere
chi vuoi essere come vivere in cosa credere
Né impassibili né arrendevoli mai superata ogni paura
tutto tornerà com’è
Si riempirà la strada di bugiardi e di lacchè
Visionari non traditeci azzardate ancora voi
Che il coraggio per difenderci quello non ci manchi mai Perdonatemi voi
confinati lassù che col vostro benessere non vivrete di più
Niente amore, gioia e fantasia non si paga lo sai
I sorrisi si offrono caso mai Quegli applausi scusateci
sono tutti per noi perdonateci se esistiamo

IL TUO ETERNO RESPIRO

Dal Volume 1 di ZEROSETTANTA vi propongo “Il tuo eterno respiro” canzone che probabilmente resterà attuale anche fra 100 anni, perche questa nostra terra continuerà ancora ad essere saccheggiata, violentata, offesa e disorientata proprio come secoli fa, ed è proprio la mano dell’uomo che la sta distruggendo, l’uomo che come dice Renato non rispetta la sua bellezza, il mio passaggio preferito è “Solo avanzi ormai, tracce sbiadite di una civiltà, di ricchezze poi la morte poi cosa mai se ne farà se dove regnerà il potere non cresce solidarietà” mi sembra il passaggio piu eloquente di tutto il brano.

E intanto la memoria ci riporta a disastri ambientali terribili come quello del 1986 quando ci fu  lo scoppio del reattore nucleare di Cernobyl, ma le stesse guerre che purtroppo nel mondo non sono mai terminate fanno disastri ambientali basti pensare alle particelle chimiche di alcune armi, infatti queste scorie producono problemi a noi attraverso malattie e malformazioni, ma soprattutto contaminano per decenni l’ambiente sbilanciando il suo eco-sistema naturale. Purtroppo le malattie piu note e mortali come il cancro sono dovute proprio a sostanze tossiche e cancerogene alle quali siamo perennemente esposti anche inconsapevolmente.

Povera terra nostra, povera natura incontaminata, tante bellezze che non possono difendersi di fronte a tanta incuria, una terra oramai inquinata e maltrattata… ci vorrebbe un cambiamento culturale che mai ci sarà perche purtroppo gli interessi dell’uomo vanno ben oltre la difesa dell’ambiente.

“Luce sia su questo mondo ormai spento,
più fantasia, più voglia e più libertà!!!
Svegliati e poi fai sentire il tuo canto,
terra mia, ancora vita se puoi!
Dentro di noi qualcosa si sta muovendo,
forse Dio, una carezza e chissà!!!”

SEDUTO SULLA LUNA

Dal Volume Uno di ZEROSETTANTA questa settimana vi invito a commentare “Seduto sulla luna” brano decisamente autobiografico del nostro Renato scritto con Claudio Mattone

In fondo Renato un vero amore non lo ha avuto mai, ha preferito donarsi al suo pubblico, alla sua professione, alla sua famiglia…ma si è circondato di amici piu o meno passeggeri, l’unica cosa a fargli compagnia è stata la musica..quelle note di un pianoforte dove da sempre trova conforto e comprensione, in fondo quel Pierrot seduto sulla luna che osserva da lontano il mondo altri non è che lui..

Forse il passaggio piu emozionante e autobiografico di questo brano è proprio il seguente: “Ho vissuto tante vite, qualche volta futili… ha deciso quasi sempre la fatalità..
Chi non mi abbandona è questa musica che a volte mi ferisce ma dopo mi guarisce…”

CHE BELLA LIBERTA’

“Che bella libertà” questa canzone di Renato si addice perfettamente al momento che in molti stiamo vivendo, siamo stati privati della nostra libertà da ormai un anno…cose semplici che prima erano scontate, quasi routine oggi ci sembrano magia…solo quando vieni privato della tua libertà ne comprendi la reale importanza, capisci quanto è importante andare dove vuoi, vedere chi vuoi, viaggiare, spostarti ovunque tu desideri. Onestamente tutte queste privazioni non mi hanno pesato tantissimo, perche so che sono sempre servite a qualcosa e per un buon fine, e i risultati li abbiamo sempre visti fortunatamente.

Spesso mi sono chiesta cosa volesse dire Renato quando canta “Chi dirà che il silenzio in fondo è libertà”…

“Voglio acquistare solo cieli limpidi ,tentare ancora di confondermi con le montagne, con il mare, con chi sia, con questa vita ritornare in sintonia”

L’ITALIA SI DESTA?

Da Zerosettanta Volume 1 vi propongo “L’Italia si desta?” mi sembra un brano che si adatta anche al momento critico che siamo attraversando, un Italia che non c’è piu purtroppo: “Cos’è cambiato? Cosa mai è successo? Noi trasformati come automi qui” ed è un pò cosi che vedo adesso gli italiani, è difficile anche ribellarsi in un periodo storico come questo ma vedo tanta troppa gente influenzata dai mass media, dai politici, dai poteri forti, e questa cosa non mi piace affatto, ho come l’impressione che in pochi ragionino con la propria testa…

“Abbiamo rinunciato pure a pane e burro
Per una fetta d’ipocrisia per rimanere soli soli in balia di questa democrazia cieca” Anche questo passaggio che come ben sappiamo è stato scritto tempo prima della Pandemia mi fa intravedere qualcosa di attuale, penso alle tante rinunce che stiamo facendo, alle tante attività in crisi, e pure io vedo tanta solitudine in questa cieca democrazia…

E a volte come dice Renato mi sento una straniera pur essendo nata qui, perche sono troppe le cose che non mi piacciono, che non mi appartengono.. mi sento distante da certa gente e da una politica corrotta che non tutela gli Italiani. Penso a quando ero bambina, tutto era diverso, la gente era diversa, la vita stessa era diversa e cosi mi pervade un senso di nostalgia inspiegabile ogni qualvolta in tv trasmettono immagini in bianco e nero lontani da me, lontani da oggi..e non so nemmeno spiegarmi il perche!

Concludo con questo passaggio: “Povera Italia, sporca e trascurata disorientata e fragile, tutti che urlano “Giustizia e libertà” però hanno smesso di credere…”

Il titolo del brano è messo sotto forma di domanda L’Italia si desta? Secondo me no…e secondo voi?

NESSUNO TOCCHI LE DONNE

E’ la festa delle donne, ricorrenza che come tutti ben sappiamo ha un significato storico, ma ad oggi bisogna sempre ricordare agli uomini che le donne vanno rispettate ogni giorno…sto vivendo con molta tristezza il fatto che ultimamente si sono susseguiti ancora e ancora femminicidi, non se ne può davvero piu..oramai sta diventando un rumore assordante… donne uccise proprio da coloro che amavano.

Ed è per questo che mi affido ancora una volta ad una canzone di Renato che amo moltissimo e che per me è oramai una canzone simbolo contro la violenza sulle donne e mi sto riferendo a “NESSUNO TOCCHI L’AMORE” E poi nessuno tocchi l’amore..non è normale che qualcuno abusi di te…Non permettete mai a NESSUNO di sfiorarvi nemmeno con un fiore!

Un Augurio speciale alle MIE Donne del Renato Zero Blog!

Testo Nessuno Tocchi L’Amore

C’è sempre bisogno di colpirsi o di ferirsi per capire questo amore che cos’è
Sezionare un cuore farlo a pezzi per sapere se c’è stato un altro lui prima di te
Nascono sospetti che si insinuano e alimentano una già pericolosa gelosia
Pieni di indecisi questi letti ed un miracolo che aspetti si riduce a una bugia
Gemendo
Fingendo
Oppure fuggendo
Io mi fermerei davanti agli occhi tuoi, non permetterei alla noia di trovarci mai, solo emozione, sensazioni di autentica poesia, l’amore ci impegna e fa la parte sua
Noi concepiti per essere riamati altrimenti perché ho tanta voglia di te
Servirti ed adorarti capirti e rispettarti il vero segreto non perdere un minuto E poi nessuno tocchi l’amore
Non è normale che qualcuno abusi di te
Sia un piacere e non un dovere amarsi, preoccuparsi che questo tormento finisca mai
Sempre fiori freschi a ricordarti che tu esisti per placare questa presunzione mia
Userò argomenti convincenti io so come trattenerti ho sempre pronta una magia
Con te supererei qualunque ostilità impedendo al mondo di arrivare fino qua
Il posto migliore per godersi la vita in libertà e navigare al di sopra delle meschinità
E’ meglio se ci credi se offri ma non chiedi molto meglio se puoi dare tutto di te
Apprezza il piacere di farti accarezzare e di perdonare chi non saprà raggiungerti più
Nessuno offenda l’amore non è normale mai imprigionare quel cuore lasciarlo morire
Impegnati tu a dare un senso alle cose stabilisci finalmente una verità
Nessuno tocchi l’amore
Nessuno tocchi l’amore

FESTIVAL DI SANREMO

Comincia la settimana dedicata al Festival di Sanremo, sarà un Festival diverso quest’anno, senza pubblico per via del Covid.

Renato Zero ha partecipato in passato al Festival di Sanremo con due grandi brani emozionanti, uno era “Spalle al muro” e l’altro era “Ave Maria” voi quale avreste fatto vincere fra queste due canzoni?

QUALE E’ STATO IL VOSTRO COSTUME PREFERITO DI RENATO?

Come ben sappiamo una parte fondamentale della carriera di Renato Zero sono stati trucchi e costumi di scena, costumi che agli inizi addirittura si cuciva da solo, lui è stato sempre un personaggio poliedrico e ci ha abituato a tante immagini di se, a tanti abiti che spesso servivano proprio a rappresentare la canzone che stava interpretando….i suoi costumi son talmente tanti che ci ha fatto addirittura una mostra ed hanno un valore inestimabile, per questo sono custoditi in un magazzino segreto.

La domanda che vi faccio è quale: è stato il vostro costume di scena preferito e perche? Ognuno di voi dovrà inserire anche un Link della foto dell’abito in modo che tutti possano ricordarlo.