CHE FRETTA C’E’

Da “ZERO IL FOLLE” estrapolo questa settimana “Che fretta c’è” brano dal respiro ecologico accompagnato da una melodia rock

Renato fa piu di un esempio in cui narra la mano dell’uomo che ha rovinato l’ambiente, i fiumi che debordano, la plastica che strangola il mare, i ponti che crollano senza mai trovare i veri responsabili, ma anche la solidarietà che oramai manca nella nostra società. E questa fretta che ci accompagna ogni giorno, senza accorgerci nemmeno dei danni che causiamo, il tempo fugge via senza nemmeno rendercene conto mentre noi corriamo, corriamo…

Il passaggio che preferisco di questa canzone è “Guardami negli occhi
leggi attraverso le mie labbra, fammi sentire vivo, attivo, concentrati
siamo stati amanti, figli, padri, studenti, insegnanti…Non dimenticarlo mai” perche è qui che ritrovo il mio Renato preferito quello che mi riporta un pò ai tempi de “L’Imperfetto”

QUESTI ANNI MIEI

“Questi anni miei ” è tratta dall’Album “Zero il folle” ed è un brano tipicamente d’atmosfera, quel sassofono con cui inizia la canzone è estremamente rilassante come tutto il brano del resto.

Una canzone in cui Renato ci racconta il rapporto che ha con i suoi anni..passati, presenti e futuri..un uomo senza rimpianti consapevole di aver vissuto al massimo la sua vita e questa età ad oggi non lo spaventa affatto anzi probabilmente nemmeno se li sente addosso visto che ancora sa osare e giocare con la sua personalità non facendosi nessuno scrupolo. Il passaggio che preferisco è “Questi anni miei ti dedico, ragazzo mio ho un brivido e grazie a te ho un pubblico è grazie a te se brillano questi anni miei” uno sguardo al Renato del passato eh già quel ragazzo la è proprio lui ed è grazie a lui che Renato è diventato il Renato che tutti conosciamo.

Dunque Renato ci dice chiaramente che non teme i suoi anni…e voi invece? Come ve li sentite addosso?

RENATO A RADIO ITaLIA

Questa settimana commentiamo Renato che Sabato scorso ha fatto un ora a Radio Italia. Renato ha confezionato un’ora particolarissima in cui si è raccontato annunciando le sue canzoni, trattando diversi argomenti e interpretando testi alla sua speciale maniera, come un conduttore radiofonico vero e proprio, senza tralasciare l’interazione con gli ascoltatori e con i fan.

Questo è il Link per poterlo riascoltare: https://www.radioitalia.it/ospiti/renato-zero-514464/renato-zero-a-radio-italia-ora-29-05-2021–514020

VERGOGNATEVI VOI

Da “ZEROETTANTA VOLUME 2” andiamo a commentare un brano piu che mai attuale e che sempre lo sarà ossia “Vergognatevi voi”, Renato a proposito di questa canzone ha dichiarato: “Anche la denuncia è amore, in Vergognatevi voi, la mia personale dedica alla politica italiana, c’è una prospettiva d’amore. Mi piacerebbe che i politici andassero in periferia a mangiarsi una pasta e fagioli fatta con passione esemplare e tocchino con mano cosa significa il disagio, il distacco dalla realtà, la paura di riuscire a non sfamare i propri figli”

Peccato però dico io che i politici fanno la sfilata nelle periferie solo poco prima delle elezioni a caccia di qualche misero voto in piu, la politica dovrebbe sempre vergognarsi, sono stati dei miserabili quando affannosamente si sono accaparrati le poltrone del nuovo governo Draghi, miserabile chi ora vuole abolire il coprifuoco e far aprire tutto non perche lo pensi e lo voglia veramente ma solo per ottenere il favore e i voti futuri di quelle categorie che stanno protestando.

Scandaloso quello che è successo a Fedez, io non ne sono rimasta affatto stupita la politica comanda tutti i Mass Media ed in particolare la RAI, però ovvio quando tutto viene alla luce lo schifo aumenta.

La politica non cambia, non cambierà mai, non esisterà mai un politico migliore di un altro, sono li solo per fame di soldi e di potere pronti a cambiare bandiera a seconda di come tira il vento. Illusi voi che ci credete ancora, lo schifo che c’è dentro quei palazzi non ci è nemmeno tutto noto, veniamo solo a scoprire l’1% di quello che sono e di quello che fanno…

Io porto come mia bandiera personale questo passaggio della canzone, perche un tempo era un generoso vento ora è uno splendido Tsunami che io continuo ad aspettare: “È la solita minestra di ministri e di utopie
tante chiacchere e promesse stesse facce e niente idee…
Uno splendido tsunami e non ci si pensa più e non ci sarà condono che possa riportarvi su”

Leggete il testo e riflettete…

VERGOGNATEVI VOI

È la storia che si scrive con l’inchiostro degli eroi
Pochi fortunati audaci che combattono per noi
Tutto il resto si consuma si ricicla e via cosi
Se ci assiste la fortuna sopravviveremo qui una volontà assopita
Altri pensano per noi a stare a galla si fatica
Se ti esponi sono guai risse insulti e sgomitate
Nel profitto non c’è Dio che chi sguazza nel potere poi
Porta sempre a casa il suo vergognatevi voi esattori del mai
Come corpi in picchiata giù a chi tocca non sai
Maledetta, cieca avidità
Ma il paese che fa?
Lui si chiude e non chiede più libertà È la solita minestra
di ministri e di utopie tante chiacchere e promesse
Stesse facce e niente idee
Uno splendido tsunami e non ci si pensa più
E non ci sarà condono che possa riportarvi su Vergognatevi un po’
che pentirsi si può ma non si torna vergini
due volte no un calcio in culo alla mediocrità
Che la vita lo sa..Sa premiare e punire chi sbaglierà Devi scegliere
chi vuoi essere come vivere in cosa credere
Né impassibili né arrendevoli mai superata ogni paura
tutto tornerà com’è
Si riempirà la strada di bugiardi e di lacchè
Visionari non traditeci azzardate ancora voi
Che il coraggio per difenderci quello non ci manchi mai Perdonatemi voi
confinati lassù che col vostro benessere non vivrete di più
Niente amore, gioia e fantasia non si paga lo sai
I sorrisi si offrono caso mai Quegli applausi scusateci
sono tutti per noi perdonateci se esistiamo

IL TUO ETERNO RESPIRO

Dal Volume 1 di ZEROSETTANTA vi propongo “Il tuo eterno respiro” canzone che probabilmente resterà attuale anche fra 100 anni, perche questa nostra terra continuerà ancora ad essere saccheggiata, violentata, offesa e disorientata proprio come secoli fa, ed è proprio la mano dell’uomo che la sta distruggendo, l’uomo che come dice Renato non rispetta la sua bellezza, il mio passaggio preferito è “Solo avanzi ormai, tracce sbiadite di una civiltà, di ricchezze poi la morte poi cosa mai se ne farà se dove regnerà il potere non cresce solidarietà” mi sembra il passaggio piu eloquente di tutto il brano.

E intanto la memoria ci riporta a disastri ambientali terribili come quello del 1986 quando ci fu  lo scoppio del reattore nucleare di Cernobyl, ma le stesse guerre che purtroppo nel mondo non sono mai terminate fanno disastri ambientali basti pensare alle particelle chimiche di alcune armi, infatti queste scorie producono problemi a noi attraverso malattie e malformazioni, ma soprattutto contaminano per decenni l’ambiente sbilanciando il suo eco-sistema naturale. Purtroppo le malattie piu note e mortali come il cancro sono dovute proprio a sostanze tossiche e cancerogene alle quali siamo perennemente esposti anche inconsapevolmente.

Povera terra nostra, povera natura incontaminata, tante bellezze che non possono difendersi di fronte a tanta incuria, una terra oramai inquinata e maltrattata… ci vorrebbe un cambiamento culturale che mai ci sarà perche purtroppo gli interessi dell’uomo vanno ben oltre la difesa dell’ambiente.

“Luce sia su questo mondo ormai spento,
più fantasia, più voglia e più libertà!!!
Svegliati e poi fai sentire il tuo canto,
terra mia, ancora vita se puoi!
Dentro di noi qualcosa si sta muovendo,
forse Dio, una carezza e chissà!!!”

SEDUTO SULLA LUNA

Dal Volume Uno di ZEROSETTANTA questa settimana vi invito a commentare “Seduto sulla luna” brano decisamente autobiografico del nostro Renato scritto con Claudio Mattone

In fondo Renato un vero amore non lo ha avuto mai, ha preferito donarsi al suo pubblico, alla sua professione, alla sua famiglia…ma si è circondato di amici piu o meno passeggeri, l’unica cosa a fargli compagnia è stata la musica..quelle note di un pianoforte dove da sempre trova conforto e comprensione, in fondo quel Pierrot seduto sulla luna che osserva da lontano il mondo altri non è che lui..

Forse il passaggio piu emozionante e autobiografico di questo brano è proprio il seguente: “Ho vissuto tante vite, qualche volta futili… ha deciso quasi sempre la fatalità..
Chi non mi abbandona è questa musica che a volte mi ferisce ma dopo mi guarisce…”

Blog dedicato a Renato Zero

Crea il tuo sito web con WordPress.com
Crea il tuo sito