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Renato Zero La nostra videorecensione su Alt

IL RESOCONTO FINALE

I grandi concerti al Circo Massimo sono finiti, una settimana di festa che si é conclusa Sabato 1 Ottobre.

Cosa vi é piaciuto di piu di questi concerti? Cosa vi é piaciuto di meno? Cosa avreste cambiato?

A me la cosa che é piaciuta di piu sono stati i ghiacciolini! Vi starete chiedendo cosa sono? Beh ma i suoi completi fosforescenti dai colori freschi estivi che mi hanno ricordato i ghiaccioli alla menta, al limone, all’arancio, alla fragola 😂 per me Renato é stato un succoso ghiacciolino 🤣

Cosa mi é piaciuto di piu? Aver trovato una nuova canzone del cuore: L’avventuriero…Cosa mi é piaciuto di meno? Gli ospiti! Cosa avrei cambiato? Le solite canzoni in scaletta sentite e risentite…ma Renato resta sempre grande e impeccabile e la sua voce unica!

BUON COMPLEANNO RENATINO!

Caro Renatino mio, ci siamo, oggi compi 72 anni portati meravigliosamente bene …con la grinta e l’energia che ti contraddistinguono da sempre, e stasera sarai li al Circo Massimo fra la tua gente a festeggiare in musica!
Io ti auguro ancora tanti altri di questi successi!
Auguri di cuore ❤️
Lasciate anche voi che passate di qui un messaggio di auguri per Renato Zero

SERATA DEL 25 SETTEMBRE

Domenica 25 Settembre ho assistito alla serata di 070 che si é tenuta al Circo Massimo….

Scenografie e luci sono state impeccabili veramente un gioco di luci fantastico con colori bellissimi, la voce di Renato Zero resta unica nel panorama musicale italiano, devo dire che è stato bravissimo, ovviamente ci sono state delle imprecisioni anche probabilmente dovute ad un po’ di stanchezza, soprattutto quando ha cantato con gli ospiti i vari  Medley, trá l’altro vi ricordo che nella mia serata ci sono stati Ron, Sal Da Vinci ed anche Mario Biondi, e purtroppo devo dire che quest’ultimo duetto è stato il peggiore… sia da parte dell’uno che dell’altro…e purtroppo proprio in questo Medley erano contenute le canzoni più belle tra cui “Per non essere cosi”…

Per quanto riguarda la scaletta sono rimasta abbastanza delusa, purtroppo abbiamo ascoltato le solite canzoni e sembra proprio che non cambino, in tutte e tre le serate la scaletta è sempre la stessa cambiano soltanto i Medley, questo non è successo al Sei Zero che per me resta comunque un concerto unico, perché io sono stata a più serate del Sei Zero e posso garantire che la scaletta veniva veramente cambiata  ogni sera, tranne alcuni brani fissi. Questa volta Renato si è cimentato in brani sempre piuttosto lenti, ne ha cantate poche ritmate, diciamo che ha lasciato sempre che fossero i video o i ballerini  ad interpretare i brani piu veloci al posto suo e questa cosa non mi è piaciuta molto.. sinceramente ascoltare una Mi vendo o un Triangolo cantate dal vivo da lui sarebbe stato più trascinante…Di certo posso dire che mi sono innamorata di un inedito a primo ascolto che credo si intitoli “L’avventuriero” era dai tempi di “Magari” che non avevo un colpo di fulmine per una sua nuova canzone…parole e musica meravigliose che ti entrano dentro l’anima… mentre dietro sul grande schermo scorrevano delle immagini di Roma da lasciarti senza fiato…Bello anche il brano iniziale “Quel bellissimo niente” che é una dedica a Roma e ai suoi Zerofolli……

Il pubblico presente il 25 é tra i migliori che si possa avere, erano veramente persone tutte partecipi hanno cantato sempre, hanno ballato,  si sono alzati tutti in continuazione sia dalle  tribune che dalla platea, si alzavano quasi  più loro che io, pensate un po’ che cosa incredibile… e devo dire che c’erano anche dei giovani non tantissimi,  ma rispetto agli altri concerti ho visto piu pubblico giovane…

Ad un certo punto hanno cominciato ad urlare un pò tutti, quelle persone che lui solitamente ai concerti  definisce “Tarzan” e tra questi ha pescato un signore e lo ha fatto salire sul palco e la cosa più divertente è stata che praticamente ad un certo punto lui l’ha abbracciato dicendogli “ah questa romanità” ma in realtà il signore gli ha risposto “veramente io sono di Milano” e li tutti a ridere…
Un altro aneddoto divertente è stato quando Renato ad un certo punto mentre parlava ha detto di avere 76 anni e noi dal pubblico abbiamo cominciato a gridare 72 sono 72 e lui ci ha  chiesto “Ma perché io che ho detto?” e noi tutti a gridare hai detto 76 e a quel punto ci ha risposto eh va bene non fa niente anche se ne avessi 80 guarda qui che figurino che sono e come me li porto! Ma comunque ci sono stati anche altri scambi.. Erano anni che non interagiva con il pubblico in questo modo, era la cosa che piu preferivo dei suoi concerti in passato e quindi non immaginate quanto mi abbia fatto piacere, é stato davvero divertente!

Ora tocca a voi raccontare il vostro concerto!

PRONTI PER LA GRANDE FESTA AL CIRCO MASSIMO?

Bentornati nel Renato Zero Blog!

Dopo la pausa estiva ci avviciniamo alla grande festa di Renato Zero che si terrà al Circo Massimo a Roma, una festa che era prevista per i suoi 70 anni ma che a causa della pandemia ha subito un ritardo di 2 anni, ma come si suol dire meglio tardi che mai…

Le date in programma sono il 23/24/25/28/30 Settembre piu un’altra data aggiunta il 1 Ottobre, tra l’altro è notizia di pochi giorni fa che il sold out ha “obbligato” gli organizzatori ad ampliare i posti disponibili per ogni serata, per cui sono stati messi in vendita nuovi biglietti per tutte le date.

Ogni serata prevede una scaletta diversa in cui proporrà ben 35 canzoni, e tanti ospiti ad accompagnarlo sul palco, quindi non ci resta che cominciare a fare il conto alla rovescia che ci porterà alla data ZERO!

INTERVISTA AL CORRIERE DELLA SERA

<<In 72 anni ne avrà viste parecchie>>
Alla fine dei Sessanta ho anche aperto il concerto di Jimi Hendrix al Brancaccio. Ballavo insieme ad altri sette. Abbiamo allargato le braccia verso il fondo della scena ed è entrato questo riccioluto che mordeva le corde della chitarra senza prendere la scossa, non capivo come fosse possibile».
sold out di oggi, dice, sono diversi da quelli di un tempo.

«Fa un po’ meno effetto. Quando il sold out arriva gradualmente ti porta a credere che sia il frutto di tutto il tuo lavoro. Adesso la biglietteria si esaurisce perché la gente ha bisogno di incontrarsi, andare fuori. Il merito non è più solo dell’artista. Non sei più tu la pietra dello scandalo».

Ricorda il primo concerto tutto esaurito?

«No, ma ricordo quello con uno spettatore. Vigilia di Natale del ’73 al Folk Rosso. Il proprietario voleva rimborsargli il biglietto e mandarlo a casa. Mi imposi: “Ho lasciato la mia famiglia dicendo che sarei andato a lavorare”. Mi esibii per lui che tornò la sera dopo con 22 persone».

Il primo disco glielo produsse Gianni Boncompagni. Racconta come andò.

«Era un ragazzino impertinente, invadente ma con una carica di vita mostruosa e con una disponibilità rara. Mi portò a fare un provino alla Rca con i pantaloni strappati e la mercanzia in bella mostra, coperta da una felpa, per una spaccata nella trasmissione Bandiera gialla. Dopo due settimane mi chiamò: “Devi venire a canta- re”. Sembravo un rospo con la mia vocetta un po’ fastidiosa. Del disco furono vendute una trentina di copie, tanti sono i miei parenti che se le sono comprate».

Nel ’73 fu la volta del suo album di esordio: «No! Mamma, no!». Con trucco e lustrini si scagliava contro conformismo e aborto.

«Quel disco annunciava che sarei stato uno dalle mille facce. La maschera era un elemento di greci e latini, la preferivano alla diplomazia, al falso istituzionale, perché dava vita a un gioco in cui si può mettere alla prova l’intuito. Quando vedo uno che non riesco a decifrare mi viene voglia di guardargli dentro per capirlo. Io dell’apparenza sono stato vittima ogni volta che mi volevano affibbiare un’etichetta solo perché guardavano la confezione. Il bisogno fa l’uomo ladro. Quando hai fame, di qualsiasi cosa, ti fai lucertola, pachiderma, scimmia. Amo i napoletani perché hanno firmato un patto con la vita: non sono gelatinosi, statici. Dovessi presentare un italiano all’estero manderei un napoletano».

L’anno dopo, in «Qualcuno mi renda l’anima» affrontò il tema della pedofilia.

«La gente mi diceva: Perché parli dei pedofili se non ci sono? Spesso per scrivere le mie canzoni si accendono le foto della memoria. Un giorno mi trovavo a piazza Augusto Imperatore con la retina per le farfalle e il mio cane. Un signore con la patta sbottonata mi chiese: “perché non vieni qui a prendere le farfalline?” Immagini un bambino che assiste a una cosa del genere… Il Renato adulto porterebbe quel signore al commissariato».

Ricorda la sua infanzia.

«Quando ero piccolo abitavamo nel centro storico, via Ripetta. In casa tre zii scapoli, mia nonna Renata, le mie tre sorelle, mio padre, mia madre, io, il nostro pastore tedesco femmina che mi portava a spasso. Non era un appartamento grande ma c’eravamo accampati bene. D’inverno ci si faceva caldo uno con l’altro. Respiravamo Romanella sua entità più profonda».

Dal centro si trasferirono in periferia:

«Non avevamo il bagno in casa, ma sul ballatoio. E i signori che avevano messo gli occhi su questa Roma dalle grandi prospettive edilizie dissero a tutte le famiglie come la nostra: “Se andate in periferia c’avete pure il servizio dentro casa”. Appena ci siamo mossi hanno ristrutturato gli appartamenti del centro mettendoci otto bagni… a noi ne sarebbe bastato uno. Ma abbiamo lasciato una matrigna e abbiamo trovato una madre, la borgata».

Dopo il successo di «Mi vendo», fondò una sua etichetta. Racconta perché.

«La mia libertà l’ho pretesa. Se sei padrone del tuo lavoro nessuno può pilotare il tuo pensiero e la tua personalità. Lucio Battisti diceva: se vuoi l’opera devi prendere l’opera, non il surrogato. La vedova Grazia Letizia difende questa posizione ed è l’unica che può tutelarlo. Lucio pranzava alla mensa della Rca, da solo, non amava fare comunella con i dirigenti. Ma ogni volta che mi vedeva mi invitava al suo tavolo. Si confidava. Il suo pensiero l’ho assimilato. La sua volontà di appartenersi l’ho sposata. Se prima stavo sulle palle ai discografici, a un certo punto ho smesso di sopportarli io».

Parla di Raffaella Carrà, che lo scoprì grazie a sua nonna.

«Raffaella Carrà mi raccontò che un giorno a Bellaria la nonna le disse: “Raffaellina stasera mi devi portare a vedere Renato Zero”. Raffaella non era mai venuta a un mio concerto, mi conobbe grazie alla nonna. Abbiamo pure abitato vicini sia a Roma che al mare. Per me è stato un bel vantaggio: era amica, collega ispiratrice. Quando facevo le trasmissioni insieme, lei e Japino mi chiedevano: “che vuoi fare?” Sapevano che io avevo già un coniglio fuori dal cilindro».

L’incontro inaspettato?

«Con Sophia Loren. Avevo festeggiato all’Argentario il compleanno di Trovajoli che si presentò a casa mia con una magnum di champagne. Poi a settembre ci ritrovammo a cena da lui per celebrarlo di nuovo. C’erano la moglie Maria Paola, Sophia e sua sorella, Gianni Battistoni e io. Quando sono arrivato ho visto Sophia e Armando in giardino, su una panca che bisbigliavano. Erano due amici che si stavano raccontando la vita. Una serata meravigliosa, abbiamo parlato del rincaro degli spinaci e dell’afa».

Com’è Renato Zero oggi?

«Non ho infilato pantofole e vestaglia, non ho mai accettato che l’altra piazza del letto fosse abitata. Però amo, non sono vedovo. Quando esco di casa sono a casa, parlo con la vecchietta, il ragazzino. Qualcuno adesso mi chiama pure maestro… sono stato promosso».

RENATO A SETTEMBRE IN DIRETTA TV!

Si vocifera che Renato Zero farà uno show in prima serata su Canale 5 in due puntate che andrà in onda direttamente dal Circo Massimo in Roma, ove come ben sappiamo si terranno i concerti a Settembre di ZEROSETTANTA. Sarà una grande festa con tantissimi ospiti ed amici del nostro artista, al momento non ci è dato ancora sapere le date precise, ma potrei sospettare sicuro quella del suo compleanno…Cosi i festeggiamenti saranno doppi sia Live che in diretta Tv, sottolineo che ancora non ci sono conferme ufficiali…per ora non ci resta che attendere ❤️

ATTO DI FEDE

È uscito Venerdi 8 Aprile il nuovo Album di Renato Zero “Atto di fede” composto da un libro + doppio Cd sopra potete cliccare sui due video per ascoltare entrambi i Cd

Si tratta di 19 brani inediti di musica sacra scritti e composti da Renato Zero, con gli arrangiamenti di Adriano Pennino, ogni brano è preceduto dalla lettura di una lettera di uno di quelli che lui stesso ha definito “Apostoli della Comunicazione” e tra questi ci sono tantissimi nomi famosi.
Renato ha dichiarato: « Atto di fede è una sfida. Sono arrivato a un traguardo al quale ambivo da parecchio tempo: accarezzare Dio da vicino e fargli i complimenti per avermi gestito e mantenuto intatta la fede”
Si tratta di un disco dalle tematiche importanti, profonde e religiose, la fede è il tema conduttore.
Buon ascolto!

ESCE OGGI “ATTO DI FEDE”

È in uscita oggi ATTO DI FEDE libro e doppio cd che potete trovare nelle librerie, nei negozi di dischi e nei book store digitali.
Il Cd contiene 19 brani inediti di musica sacra scritti e composti da Renato Zero, con gli arrangiamenti di Adriano Pennino, ogni brano è preceduto dalla lettura di una lettera di uno di quelli che lui stesso ha definito “Apostoli della Comunicazione” e tra questi ci sono tantissimi nomi famosi.
Renato ha dichiarato: « Atto di fede è una sfida. Sono arrivato a un traguardo al quale ambivo da parecchio tempo: accarezzare Dio da vicino e fargli i complimenti per avermi gestito e mantenuto intatta la fede”
Si tratta di un disco dalle tematiche importanti, profonde e religiose, la fede è il tema conduttore.
Buon ascolto!
Da non dimenticare inoltre il grande concerto evento che si terrà a Roma, al Circo Massimo, una grande festa per tutti i Sorcini nel mese di Settembre!

QUANTO TI AMO

Questa è la settimana dell’Amore, e come da tradizione scelgo un capolavoro d’amore che è di sicuro il piu bello degli ultimi anni, che ci racconta di un grande anzi grandissimo amore, talmente grande che non si riesce ad esternarlo… e sto parlando di “Quanto ti amo” è con questa canzone contenuta nell’album “Zero il Folle” che abbiamo conosciuto il bravo e giovane Lorenzo Vizzini il quale l’ha voluta regalare al nostro Renato Zero che a sua volta l’ha interpretata come se fosse sua, con grande intensità e con una voce profonda e a dir poco meravigliosa…

Per me è stato incredibile scoprire che una canzone cosi stupenda e intensa sia stata scritta quando l’Autore aveva soltanto 12 anni, non riesco nemmeno a capacitarmi di come un ragazzino di 12 anni possa essere cosi profondo e parlare di un sentimento cosi importante come l’Amore, ancor prima di averlo provato sulla sua stessa pelle, decisamente un bambino prodigio!

Sono stata proprio io a chiedere su IG a Lorenzo Vizzini se “Quanto ti amo” fosse una canzone autobiografica, e lui mi ha risposto cosi:

“Non è autobiografica, ma è ispirata ad una grande storia d’amore che ho vissuto in terza persona. Avevo 12 anni quando l’ho scritta. Pensavo alla storia dei miei nonni e soprattutto a mio nonno, che ha sempre avuto difficoltà ad esplicitare in parole l’immenso amore che prova per mia nonna.”

Grazie a lui quindi scopriamo che questo brano parla proprio dell’amore di coppia, laddove uno dei due non riesce ad esprimere all’altro il proprio sentimento pur amandolo infinitamente, ed è per questo che c’è il bellissimo passaggio in cui canta “E forse per questo io non riesco a dirti ti amo” oppure ancora questa meraviglia qua: “Tu per me sei la sposa, la figlia, la balia, la strega, l’amante..Io vorrei dirti quel che non ti ho detto mai ma se ti guardo so che anche tu lo sai” a volte in amore non c’è nemmeno bisogno di tante parole..basta veramente leggerlo negli occhi!

La strofa che fin da subito mi ha colpito al cuore è: “Io ti ho chiesto una casa e tu mi hai dato il tuo cuore…io ti ho chiesto un sorriso e tu mi hai dato il tuo tempo migliore…”

Il destino dell’amore…io ci credo in quel destino…

Questa canzone è talmente bella dal punto di vista musicale e con un testo cosi profondo, intenso, romantico e di vita che personalmente ho difficoltà nel redigere un Post che sia all’altezza di una perla del genere, anche perche ci sarebbe da commentare ogni singolo passaggio dato che si tratta di parole mai dette, non banali e per niente scontate, ed è per questo che voglio lasciarvi il testo perche parla da se…invitandovi ancora un volta ad ascoltarla nuovamente… perche parole e musica vi condurranno verso sentieri magici e poetici..basta ascoltarla e chiudere gli occhi per volare lontano…

“QUANTO TI AMO”

Il destino è strano
Forse perché
È parte di ognuno ma in fondo nessuno sa bene cos’è
Che fa camminare strade senza senso
Ci fa amare due occhi scuri
In tutto l’universo

Il destino è amaro
Cambia ogni istante
Quando pensi di averlo afferrato
In un attimo torna distante
E sa calcolare i piani al giusto tempo
Come quando ti ho incontrata e poi
Da quel momento

Io ti ho chiesto una casa
E tu mi hai dato il tuo cuore
Io ti ho chiesto un sorriso e tu
Mi hai dato il tuo tempo migliore

Io ti ho chiesto la vita
E tu mi hai dato la tua pelle
Io ti ho chiesto l’amore
E tu mi hai amato veramente
Ma l’amore a volte sembra così strano
E forse per questo io non riesco a dirti ti amo
Ti amo con il mio corpo
Ti amo in ogni emozione
Ti amo più di me stesso
Oltre tutto l’amore

Quanto ti amo
Quanto ti amo

Il destino ubriaca e cammina da sé
E mi porta ogni volta
Ad un passo da te
E ritorno a credere
Che niente è perso
E che solo con il tempo tutto
Prende un senso
E l’amore è una cosa
Ed è tutte le altre
Tu per me sei la sposa, la figlia, la balia, la strega, l’amante
Io vorrei dirti quel che non ti ho detto mai
Ma se ti guardo so che anche tu lo sai

Io ti ho chiesto un futuro
E mi hai disegnato due ali
La mia fede oscillava e tu le risposte da darmi le avevi
Per placarmi la sete tu ti sei fatta sorgente
Io ti ho chiesto certezze
E tu sei viva, vera e presente
Ma l’amore a volte
Fa un percorso strano
E forse per questo che non riesco a dirti ti amo
Ti amo in ogni momento
Ti amo in ogni espressione
Ti amo più di me stesso
Oltre tutto l’amore
Quanto ti amo
Dio